Stabile, stipendi fermi da aprile |Lavoratori: "Serve essere uniti"

Stabile, stipendi fermi da aprile |Lavoratori: “Serve essere uniti”

Stabile, stipendi fermi da aprile |Lavoratori: “Serve essere uniti”

Alla manifestazione indetta dalla Cisl non hanno partecipato tutti i lavoratori. "Assurdo che i colleghi iscritti ad altre sigle, - affermano - anche loro senza stipendio, non siano qui con noi a protestare". La Cgil chiede un'assemblea straordinaria dei soci.

CATANIA – E’ stata una pausa estiva durissima per i lavoratori del teatro Stabile di Catania. L’ultimo pagamento di stipendio per molti di loro risalirebbe all’aprile scorso. Insomma, altro che vacanze. Una situazione divenuta insostenibile a tal punto da spingere i lavoratori a scioperare e protestare nella mattinata odierna. La manifestazione svoltasi di fronte il teatro Verga in via Giuseppe Fava, è stata organizzata dalle sigle Fistel-Cisl e Ugl Spettacolo. Ed il clima, come è facilmente immaginabile, era rovente. Per l’occasione, inoltre, tutti i lavoratori indossavano una maglietta con una scritta dai toni ironici, ma contenente una chiara esortazione: “T’innagghiri. Vattene. Go away! In quante lingue dobbiamo dirtelo!!!”. Il riferimento al direttore Giuseppe Dipasquale è pressoché inequivocabile. E i lavoratori, stavolta, alzano la voce: “Siamo stanchi adesso basta”.

“Il ritardo degli stipendi risale ad aprile. – dichiara invece il segretario generale Fistel-Cisl etnea Antonio D’Amico – Ma non è tutto. A questo, infatti si sommano due premi di produzione e una quattordicesima arretrati. Il nostro grido di allarme è stante le continue rassicurazioni che abbiamo ricevuto da parte della Regione, secondo cui i fondi arriverebbero, eccome. Non capiamo, – evidenzia ancora – perché non vengono pagati i lavoratori. La Regione, inoltre, ci ha spiegato che tra decurtazione del debito dell’ente nei confronti dell’INPS e di tutti i debiti pregressi con i fornitori non avrebbe chiara contezza della vicenda. Ma ad aggravare il quadro complessivo del teatro Stabile ci sono i decreti ingiuntivi”. E l’esistenza di questi ultimi, dunque, non sarebbe più dubbiosa, ma una ferma certezza. “Noi non abbiamo – aggiunge il segretario – le carte, ma in occasione dell’ultimo tavolo alla Regione tutti confermavano l’emissione dei decreti ingiuntivi, seppur non ancora esecutivi”.

La protesta di oggi

Insomma, non sarebbe bastata l’approvazione in extremis del bilancio 2014 avvenuta ad agosto per risollevare le sorti del teatro. Al contrario, proprio in merito all’approvazione del documento continuerebbero a concentrarsi dubbi e perplessità. “Non sono mai uscite – continua D’Amico – le carte e le cifre su questo bilancio. E’ doveroso comunque ringraziare l’assessore regionale Turismo, sport e spettacolo, Cleo Li Calzi la quale si è davvero prodigata perché si sbloccasse la situazione di questo teatro meraviglioso. La Regione si è dimostrata responsabile di fronte al dramma vissuto da questi lavoratori”. E in merito ai vertici del teatro, D’Amico affonda il colpo: “Ci sembra davvero la classica vicenda all’italiana. Un Cda e un direttore il cui fallimento nella gestione è sotto gli occhi di tutti, eppure continuano a rimanere al loro posto, al comando senza che nessuno faccia qualcosa. Le istituzioni sono responsabili, nessuno escluso – conclude Antonio D’Amico”.

Durante la protesta di quest’oggi, inoltre, i manifestanti erano per la maggior parte tutti iscritti alla Cisl. Nessuno presente per la Cgil, un fatto quest’ultimo particolarmente evidenziato dai lavoratori. “Ci sembra – dichiarano arrabbiati i lavoratori – assurdo che i colleghi iscritti ad altre sigle, anche loro senza stipendio, non siano qui con noi a protestare. Dovremmo essere uniti in questa lotta. Dovremmo farlo non solo per le nostre famiglie ma per l’intera città che ama questo teatro”. Senza peli sulla lingua ancora una volta è Cosimo Fichera, segretario provinciale Ugl Spettacolo. “Chiediamo con forza che Dipasquale faccia un passo indietro, la sua gestione insieme a quella di Milazzo è fallimentare. Troppe cose non sono chiare, a partire dai bilanci. Non è più ammissibile che continui ad avere in mano la direzione del teatro” – conclude FIchera.

E ad unirsi alla manifestazione oggi c’erano anche alcuni attori un tempo allievi del laboratorio. Tra questi anche la storica attrice del teatro Stabile di Catania, Eliana Rigano. Ben trentacinque anni di carriera, ha lavorato a fianco di Turi Ferro. “ I miei sono stati anni meravigliosi. – racconta – Oggi sono qui per esprimere tutta la mia solidarietà a questi lavoratori straordinari. Un tempo questo teatro era glorioso, vantava migliaia di abbonati, oggi è praticamente distrutto. Ovunque andassimo ci invidiavano i nostri tecnici il nostro laboratorio di scenografia, tutto. Il prestigio del teatro Stabile di Catania era riconosciuto a livello nazionale. Oggi rimangono solo ricordi sbiaditi – conclude l’attrice”. Il laboratorio di scenografia del teatro Stabile, sito nel quartiere Zia Lisa, sarebbe da qualche mese inagibile e in attesa di lavori di messa in sicurezza.

Nei giorni scorsi anche la UIL era intervenuta a favore dei lavoratori, incitando la dirigenza ad una presa di posizione. “Nuova stagione, vecchi problemi per il Teatro Stabile di Catania. – affermano i segretari generali di Uil e UilCom, Fortunato Parisi e Giovanni Nicotra. “I lavoratori – aggiungono – non percepiscono stipendi da aprile. Adesso, basta! Serve chiarezza. Attendiamo certezze dai soci istituzionali del Teatro – Regione, Provincia e Comune – e dal Consiglio di Amministrazione dell’Ente Teatro di Sicilia Stabile di Catania. Uil e Uil-Com si sono sinora impegnate a garantire il regolare svolgimento delle stagioni teatrali, senza mai manifestare con lo sciopero il nostro disagio. I problemi finanziari che lo Stabile di Catania sta vivendo, però, non garantiscono il regolare inizio dell’attività teatrale pregiudicando così la stessa salvaguardia dei livelli occupazionali. Se a breve non arriverà una soluzione strutturale a queste difficoltà ormai incancrenite, i lavoratori saranno costretti alla protesta”. Il programma della stagione teatrale 2015/2016, inoltre è già stato varato, gli allestimenti degli spettacoli in programma stanno per iniziare, così come è iniziata la campagna abbonamenti, “ma ci chiediamo quale sia la copertura economica per stipulare i contratti con gli artisti. Come si potranno, inoltre, garantire i contratti con le compagnie ospiti e i fornitori? Ormai è da tempo che ci sentiamo dire che la situazione è sotto controllo, che stanno per arrivare i contributi pregressi e che gli assessori degli enti preposti si sono impegnati ad assolvere al loro dovere a breve. Ci ripetono che il bilancio consuntivo 2014 e il bilancio preventivo 2015 sono stati approvati. Ma cosa occorre ancora attendere prima che alle famiglie venga assicurato concretamente rispetto?”.

Il presidente del teatro Stabile, Nino Milazzo risponde tramite una nota. “Il Consiglio d’amministrazione del teatro Stabile di Catania condivide la nota di Uil e Uilcom, che denunciano l’insostenibile ritardo nel pagamento degli stipendi ai dipendenti dell’ente, problema che si fa ogni giorno più serio e causa gravissimi disagi ai lavoratori. Il Cda condivide altresì con il sindacato la viva preoccupazione per la condizione in cui versano tante famiglie, che si vedono private da mesi del legittimo sostentamento. Ed è proprio in forza di un doveroso quanto sentito atto di responsabilità che il Cda medesimo ha compiuto tutti i passaggi necessari per sbloccare la situazione, effettuando gli adempimenti di propria competenza e pertinenza, nessuno escluso, provvedendo in primo luogo all’approvazione dei bilanci. Espletati i suddetti passaggi, la soluzione passa integralmente nelle mani delle istituzioni alle quali spetta l’erogazione dei fondi maturati. Un atto dovuto che il Cda sollecita vivamente per la vita del Teatro e la serenità di quanti vi operano”.

LA CGIL INTERVIENE CON UNA NOTA:

La crisi del Teatro Stabile ha radici lontane nel tempo e non può essere addebitata solo alla disfunzioni gestionali. E mentre il gioco allo sfascio continua, i lavoratori dell’Ente non vengano pagati da mesi. Per questo la Cgil e la Slc Cgil di Catania, chiedono un’ assemblea straordinaria dei soci del Teatro alla  presenza delle parti sociali. La pensano così i segretari generali delle due sigle sindacali, Giacomo Rota e Davide Foti, che in una nota sottolineano: “Sosteniamo da tempo che nei confronti del Teatro  Stabile di Catania e dei suoi lavoratori siano in corso continui  attacchi pilotati da una parte della politica. La grave situazione economica e  finanziaria in cui versa l’Ente non può essere attribuita solamente  ad eventuali disfunzioni organizzative e gestionali; sarebbe meglio dire che le disavventure finanziarie del  prestigioso Teatro di  Prosa della nostra città, abbiano avuto  inizio nel 2012, allorquando alcuni  politicanti pensarono che la “conquista” del Teatro sarebbe stata  funzionale ad eventuali operazioni di scambio. Tutto questo lo  abbiamo denunciato nelle sedi istituzionali.

Oggi, purtroppo, bisogna  denunciare che il gioco allo sfascio  continua e ciò anche a danno degli operatori e dei  lavoratori del  Teatro; questi ultimi non ricevono le retribuzioni da aprile 2015 e  alcuni artisti non vengono pagati dal gennaio 2015, e ciò  accade nonostante da  parte dell’ente si sia provveduto all’approvazione di tutte le  delibere necessarie (bilancio consuntivo 2014 e persino il bilancio  preventivo 2015). La deliberazione di tali atti avrebbe dovuto  permettere lo sblocco di tutte le risorse assegnate dalle istituzioni  pubbliche competenti . Tali risorse sono necessarie alla  regolarizzazione dei pagamenti ed al pieno sviluppo dei programmi  (Regione circa 800 mila euro e FUS nazionale più di 1 milione di euro  e la provincia circa 500 mila euro). I motivi  per cui queste risorse stentano ad  arrivare sono di  carattere  tecnico/burocratico, in quanto ci viene detto che sarebbe  necessario innanzitutto poter entrare in possesso del DURC (documento  unico di regolarità contributiva”).
Continua la nota a firma Rota e Foti. “A tal punto sarebbe possibile procedere ad una rapida compensazione  tra risorse regionali da erogare e regolarizzazione della posizione  contributiva e  previdenziale, ciò permetterebbe all’ente di ottenere  il DURC e  quindi sbloccare l’erogazione del Fus, Fondo unico spettacoli, da parte del  ministero. Noi pensiamo che  questo gioco al massacro debba finire. I lavoratori,  l’ente e la Città meritano lo stesso rispetto di cui  gode l’Ente in ambito nazionale. La CGIL a tal punto chiede che venga fatta definitivamente chiarezza e  che si convochi una assemblea straordinaria dei soci del Teatro alla  presenza delle parti sociali nel corso della quale possano emergere  con chiarezza le posizioni e le responsabilità “.
Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI