CATANIA – “Aldilà delle questioni esposte, sulle quali si potrebbe dibattere anche per intere giornate, viene spontaneo soffermarsi per interrogarsi sull’opportunità degli atti proposti. Ciò, infatti, fa profondamente pensare come i due consiglieri di minoranza abbiano bisogno necessariamente di operare “sotto tutela” su alcune questioni quando, invece, essendo stati e eletti dal popolo come rappresentanti del civico consesso potrebbero benissimo intervenire con gli strumenti messi a disposizione dalla legge nell’ambito dei compiti propri dei consiglieri stessi.
Evitando quindi azioni populistiche, Marino e Guarnera, avrebbero avuto semplicemente la possibilità di sottoporre all’attenzione del Consiglio comunale una loro proposta di delibera per modificare quanto proposto dall’amministrazione comunale, essendo il Piano delle alienazioni uno strumento dinamico, cosa che invece ad oggi non hanno fatto preferendo alla proposta la più facile ed immediata polemica.
Finché, dunque, non vi saranno ancora né idee, né suggerimenti, né proposte valide, da dibattere nell’opportuna sede consiliare ogni attività, che tra l’altro fuoriesce dall’alveo locale, rischia di diventare l’ennesimo atto demagogico con il mero scopo di riempire di fumo gli occhi dei cittadini.”
