Celiachia, Chiara: |“Una compagna di vita"

Celiachia, Chiara: |“Una compagna di vita”

Sono più di 136mila i celiaci in Italia, a Catania in 3mila soffrono di intolleranza al glutine. Una patologia che in un primo momento potrebbe allarmare, ma il segreto c’è stato presto svelato dalla 24enne Chiara celiaca DOC e da Cinzia D’Agate referente regionale diagnosi malattia Celiachia.

CATANIA – “Sei allergica al gluteo?”. Di episodi divertenti Chiara ne avrebbe da raccontare. Dottoressa in Lingue, 24anni, segni particolari: celiaca. “Ho scoperto di essere celiaca all’età di tre anni – racconta ai microfoni di Live Sicilia Catania – avevo parecchie problematiche intestinali, ma a Catania non seppero darmi delle spiegazioni né delle cure valide ai miei malori. Soltanto successivamente, con dei controlli approfonditi, a Messina mi dissero che ero affetta da celiachia”.

Una scoperta, per una bambina, in un primo momento irrilevante. “Non ricordo i sapori dei cibi contenenti glutine – prosegue – per questo non ho mai sentito una vera mancanza, come invece è stato per mio fratello”. Marco, fratello di Chiara, scoprì d’essere celiaco quando aveva 13anni, all’epoca Chiara ne aveva già 10. “Mi disse che gli avevo “contagiato” la malattia, mi trattò come una appestata – racconta divertita – ricordo ancora che non mi rivolse la parola per più di una settimana. E pensare che quando mi fu diagnosticata la patologia, lui mi faceva i dispetti divorando briosches e pizzette davanti a me che non potevo fare altro che guardarlo!”.

Ma quali sono i campanellini d’allarme? “La celiachia non ha dei veri e propri sintomi – spiega al nostro quotidiano la dottoressa Cinzia D’Agate referente regionale diagnosi malattia Celiachia -– sicuramante il 10% degli affetti ha una componente familiare, in molti non sanno di soffrirne. La celiachia può presentarsi in vari modi, dalla nausea ai dolori intestinali. Certamente oggi è più semplice la diagnosi, il primo passo è quindi rivolgersi al proprio medico curante”.

Tre su cinque sono donne. La Celiachia, infatti, tende a colpire con maggior frequenza il sesso femminile, anche se non c’è un vero identikit del “malato” ideale. “In Italia 136mila persone non possono assumere glutine, 10mila in Sicilia, 3mila a Catania – prosegue Cinza D’Agate – non c’è un’età determinata, seguo celiaci di 2 anni e celiaci di 70anni, in media la fascia d’età nel corso della quale si scopre di esserne affetti invece è quella che va dai 20 ai 30anni, ma sono dati da prendere con le pinze”.

Ma cos’è la celiachia?

Come riportato dal sito ufficiale nazionale della celiachia “si tratta di un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, grano khorasan (di solito commercializzato come Kamut®), orzo, segale, spelta e triticale. Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dal proprio regime alimentare alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le più piccole tracce di glutine dal piatto. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare. Infatti l’assunzione di glutine, anche in piccole quantità, può provocare diverse conseguenze più o meno gravi. La dieta senza glutine, condotta con rigore, è l’unica terapia attualmente che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute”.

Un vademecum apparentemente impossibile da seguire, ma non è poi così complicato. “Quando ero più piccola sentivo la differenza rispetto ai miei coetanei – prosegue Chiara nella sua testimonianza – guardavo in Tv spot pubblicitari di merendine che avrei tanto voluto assaggiare, ma non potevo. Una volta una mia compagna di scuola mi disse che non ero stata invitata alla sua festa di compleanno perché non avrei potuto mangiare nulla, mi misi a piangere”.

E sorride oggi quando lo racconta. “I bambini di oggi invece sono molto fortunati, perché le aziende si sono evolute, adesso non sento più quella orribile discriminazione, è semplicissimo trovare un ristorante adatto a me o delle merendine buonissime, mentre prima il mio supermercato era la farmacia, oggi posso persino andare al fast-food”.

Una evoluzione confermata dalla dottoressa D’Agate, anche lei celiaca. “Sembra ombra di dubbio l’attenzione delle aziende è cresciuta a dismisura negli ultimi anni. Qualcuno una volta disse che i migliori affari vengono fatti a tavola, adesso finalmente a quel tavolo possono starci anche i celiaci”.

Ed anche se l’unica cura è l’esclusione totale del glutine, Chiara ha il suo segreto personale che con altruismo decide di raccontare: “la vera cura sono la famiglia e gli amici, da quando avevo 3anni mia mamma si cimenta nella preparazione di torte e dolci per me, per non farmi mancare nulla. Davide, il mio fidanzato quando andiamo a mangiare fuori, prende anche lui una pizza senza glutine per farmi compagnia. Questi sono i semplici trucchi per stare bene con noi stessi. La Celiachia per me non è più un mostro, ma la mia compagna di vita”.

 

 

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