Preghiere per la donna ricoverata | "Ci è crollato il mondo addosso"

Preghiere per la donna ricoverata | “Ci è crollato il mondo addosso”

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L'impatto umano è stato forte. E adesso si sta facendo tutto il possibile.

PALERMO- “Come stiamo? Come sempre. Si fa tutto il possibile con impegno. Dal punto di vista umano c’è un po’ crollato il mondo addosso, ma reagiamo. Speravamo di non dovere più occuparci di casi gravi e poi è arrivata la signora”.

La dottoressa Tiziana Maniscalchi, direttore facente funzione al pronto soccorso del ‘Cervello’, dimostra ancora una volta come sia impossibile indossare un camice se sotto non c’è un cuore che batte.

La storia è quella nota della donna ricoverata proprio al ‘Cervello’, con una creatura in grembo, in gravi condizioni per il Covid. La scorsa notte sono arrivate, con un volo di Stato, due sacche di plasma autoimmune dall’azienda ospedaliera di Pavia. L’intera operazione è stata coordinata dai medici della rianimazione con la sala operativa del 118.

“La Sanità pubblica funziona, per fortuna – dice la dottoressa – e in questi mesi l’abbiamo visto. Nessuno si è risparmiato. E quando dico nessuno, intendo proprio nessuno”.

Ma arriva l’emergenza che, forse, non ti aspettavi più. Quando ricominciavi a respirare. Quando credevi di non dovere intubare più nessuno. E sono due vite insieme, la madre e il figlio. “Sì, siamo un po’ scossi, ma questo, ovviamente, non incide sul nostro lavoro. Però anche noi siamo persone ed è normale non restare indifferenti. Io sono una mamma”, dice la dottoressa Tiziana.

Un giorno, alla fine di tutto, perché ci sarà una fine, racconteremo il coraggio dei camici bianchi, medici, infermieri, personale, che si sono schierati in prima linea contro il mostro e hanno lottato, rischiando in prima persona, morendo in prima persona. Sono tante le storie di abnegazione di chi ha salutato i familiari per presidiare la trincea di un ospedale. Tiziana, Enzo, Simona, Aurelio, Massimo, Vittorio… Ecco alcuni nomi e moltissimi altri ce ne sono.

Adesso ci sono una mamma e il suo bambino che combattono. Qualcuno, su Facebook, si è messo a pregare per loro come se fossero persone di famiglia. Siamo tutti con il cuore in allarme. Questa battaglia appartiene a tutti.


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