A Monreale e Corleone 'Sport contro le mafie' nel ricordo di Capaci

A Monreale e Corleone ‘Sport contro le mafie’ nel ricordo di Capaci

Sport contro le mafie
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L'evento vedrà protagonisti i magistrati
L'INIZIATIVA
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PALERMO – Domani, venerdì 22 maggio, giornata all’insegna dell’impegno civile, della cultura della legalità e dei valori dello sport con un doppio appuntamento tra Monreale e Corleone, in provincia di Palermo. L’evento è stato organizzato dall’arcidiocesi di Monreale in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, la Rete di Magistrati Sport e Legalità e la sezione distrettuale di Palermo dell’Associazione nazionale magistrati.

L’iniziativa si colloca simbolicamente alla vigilia dell’anniversario della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. La mattina, dalle 10:30 alle 13, presso il Centro Maria Immacolata di Monreale, a Poggio San Francesco, si terrà il convegno dal titolo ‘Le mafie nello sport – Lo sport contro le mafie’, un momento di approfondimento e confronto dedicato a uno dei temi più delicati e attuali del panorama sportivo e sociale.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Carlo Hamel, presidente dell’Associazione nazionale magistrati Palermo, e di Antonio Balsamo, presidente della Corte di appello di Palermo. Seguiranno gli interventi introduttivi di monsignor Gualtiero Isacchi, arcivescovo di Monreale, e di Lia Sava, procuratore generale di Palermo.

La relazione centrale sarà affidata a Bruno Brucoli, sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, che approfondirà il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nello sport. A seguire, la tavola rotonda ‘Lo sport contro le mafie’ vedrà il confronto tra protagonisti del mondo istituzionale e sportivo, tra cui Sergio Sottani, procuratore generale di Perugia e presidente della Rete Sport e Legalità, Beniamino Quintieri, presidente dell’Istituto per il credito sportivo e culturale, ed Elena Pantaleo, pluricampionessa mondiale di kickboxing e già consigliera nazionale del Coni. L’incontro sarà moderato da Daniele Pasquini, presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport.

“Quella del 22 maggio – dichiara monsignor Isacchi – è una giornata importante per l’arcidiocesi di Monreale, perché racconta una duplice volontà della nostra chiesa locale: anzitutto il desiderio di abitare il mondo dello sport, affiancando tutti coloro che lo vivono come strumento educativo con la costituzione del nuovo Ufficio diocesano per la Pastorale dello Sport, e in secondo luogo ribadire che lo sport può essere uno strumento efficace di contrasto a ogni forma di illegalità e avamposto di resistenza alla mentalità mafiosa”.

Nel pomeriggio, dalle 16 alle 19, l’iniziativa si sposterà al Campo sportivo comunale di Corleone (contrada Santa Lucia), dove si terrà il ‘Trofeo Sport e Legalità’, un triangolare di calcio che vedrà scendere in campo la Rete di magistrati Sport e Legalità, la rappresentativa Sport Arcidiocesi di Monreale e una rappresentativa della società civile. L’evento sportivo sarà preceduto dai saluti istituzionali di Giuseppe Tango, presidente nazionale Anm, Fabrizio Basei, coordinatore della Rete di magistrati Sport e Legalità, e Isacchi.

“Mettere insieme riflessione e pratica sportiva nella stessa giornata non è casuale: è una scelta precisa – sottolinea Pasquini -. Nel ricordo delle vittime di Capaci, lo sport diventa anche un linguaggio capace di rinnovare ogni giorno l’impegno per la legalità. È uno straordinario strumento educativo e un presidio civile: parlare di mafie nello sport significa accendere i riflettori su un fenomeno reale, ma anche ribadire con forza che esiste un’alternativa concreta fatta di regole, rispetto e responsabilità. Il campo, in questo senso, diventa il luogo simbolico dove questi valori prendono forma e si trasmettono soprattutto alle nuove generazioni”.

Basei aggiunge: “Lo sport abbatte le barriere, consente di sensibilizzare le giovani generazioni ai valori della legalità, rende possibile l’incontro e il dialogo tra istituzioni, magistratura e società civile, così divenendo anche strumento concreto di lotta alla mafia. Iniziative come queste testimoniano la vicinanza ai cittadini e la presenza dello Stato nella comunità, affinché si accenda un faro su ogni forma di illegalità nello sport”.

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