A Serradifalco i consiglieri M5s no pass: "Viola i diritti e non ferma il Covid"

A Serradifalco i consiglieri M5s no pass: “Viola i diritti e non ferma il Covid”

La replica del presidente del Consiglio: "Tesi assurde, non possono accettarle"
CORONAVIRUS
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PALERMO – La legge sull’obbligo di Green pass per i lavoratori sarebbe un “tentativo di ridurre e violare i diritti fondamentali per la libertà dell’individuo” e avrebbe alla base “il pretesto della prevalenza del dovere di solidarietà certamente smentito dai dati e dalle ricerche”. L’ultima crociata contro la certificazione verde arriva da Serradifalco, nel cuore della Sicilia, e porta la bandiera del Movimento cinque stelle. Tre dei quattro consiglieri comunali di opposizione della cittadina nissena hanno messo nero su bianco le loro tesi in una richiesta di seduta urgente dell’Aula inviata al presidente del Consiglio, Daniele Territo. “La certificazione Covid-19 – scrivono – non è utile a contenere il contagio e la diffusione del virus”.

“Trattamenti sanitari senza sperimentazione completa”

Il documento sembrerebbe fortemente critico anche contro il vaccino anti-Covid, nonostante il farmaco non venga mai espressamente citato. I tre consiglieri comunali pentastellati, infatti, criticano il governo nazionale, sostenuto anche dal M5s, sottolineando come Roma starebbe “imponendo trattamenti sanitari privi di sperimentazione completa” e “senza tenere conto dei dati contrastanti provenienti dalla comunità scientifica”.

“Tamponi a carico del datore di lavoro”

La tesi porta la firma della capogruppo pentastellata Laura Petix e di altri due dei quattro consiglieri del gruppo: Calogero Safonte e Leonardo Ingrao. I tre chiedono quindi che il Consiglio adotti una delibera che contenga “misure di verifica e contenimento di ogni forma di malattia tramite strumenti adeguati (tampone) e totalmente a carico del datore di lavoro”.

La replica: “Tesi assurde, non posso approdare in Aula”

Le richieste sono state rispedite al mittente da Territo: “Trovo difficoltà a replicare a una richiesta così assurda – dice al telefono con Livesicilia -. Non posso consentire che un’aula istituzionale diventi scenario per una discussione contro le scelte di un’altra istituzione e sulla base, poi, di tesi che non hanno nulla di scientifico. Il consiglio comunale non può mai diventare il luogo del dibattito antiscientifico all’interno del quale vengono portate discussioni pericolose per la tenuta sanitaria e sociale del Paese. Speculare politicamente su questioni che per nulla riguardano le politiche locali, per strizzare l’occhio allo sterile complottismo, è un fatto vergognoso”.
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Commenti

    La Democrazia andrà di moda…

    Non si può più discutere. Tessera del partito. Punto e basta. Assurdo, antidemocratico, fazioso, inconcludente e soprattutto al servizio del potere.

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