Addio a Crias e Ircac |Restano sette partecipate - Live Sicilia

Addio a Crias e Ircac |Restano sette partecipate

L'assessore Luca Bianchi

La maggior parte delle società saranno assorbite dalle cinque principali partecipate. Restano in vita Ast Trasporti, Siciliacque, Irfis, Sviluppo Italia-Sicilia e Riscossione Sicilia. Nasceranno poi due nuove società. In ballo un risparmio vicino ai tre milioni di euro

Il riordino
di
2 min di lettura

PALERMO – Ne resteranno solo sette. Parliamo delle società partecipate della Regione. Tante sigle, che ai più non diranno niente. Crias, Cefpas, Ircac e Iacp sono quattro degli enti di cui Rosario Crocetta ha promesso oggi la chiusura. Le società “sopravvissute” sono invece Ast Trasporti, Riscossione Sicilia, Siciliacque, Irfis e Sviluppo Italia-Sicilia. Due nuove società invece prenderanno vita, una che si occuperà di sanità e servizi ausiliari ed un’altra che ingloberà innovazione, ricerca e informatica. Nella prima saranno assorbite Sas, Sicilia Emergenza, ex Cinesicilia, Spi, Mercato Agroalimentare e Lavoro Sicilia. La seconda invece sarà composta da Sicilia e-servizi, Sicilia e-ricerca e Parco scientifico-tecnologico. Altre invece entreranno nell’alveo delle competenze dirette degli assessorati al ramo. E’ il caso di Cefpas, che si occupa di formazione nel settore sanitario, e Istituto zooprofilattico: entrambe verranno assorbite dall’assessorato regionale alla Salute.

La rivoluzione delle partecipate è stata annunciata dal presidente Crocetta. E prenderà forma nei prossimi giorni. Difficile quantificare il risparmio. Un consiglio di amministrazione costa in media 150mila euro, mentre un dirigente generale costa anche di più, perché alla cifra che varia fra i 150mila e i 200mila euro di stipendio fisso si sommano eventuali bonus previsti dal contratto. Sono tanti invece gli enti commissariati, come l’Ircac e il Crias, questi costano di soli organismi direttivi circa 50mila euro ciascuno.

Proprio il Crias è stato nell’occhio del ciclone giusto in questi giorni. A denunciare alcune promozioni sospette all’interno della cassa che finanzia le imprese artigiane è stato Matteo Mangiacavallo del Movimento cinque stelle. “Da oltre tre anni la Crias – sottolinea – ha adottato due delibere, ritenute illegittime da tutti i soggetti preposti al controllo. Con queste hanno promosso 44 dipendenti sul totale di 87 del proprio organico, che a tutt’oggi nessuno ha provveduto a revocare”. Salta dunque la società, ma le promozioni saranno confermate se l’amministrazione non dovesse annullarle. Sia la Crias che l’Ircac saranno assorbite dall’Irfis, che farà da collettore del credito siciliano per le imprese artigiane e per le cooperative, oltre che soggetto emittente dei cosiddetti “Trinacria bond”.

Da parte dell’assessorato all’Economia ancora nessuna cifra. “La nostra verifica sull’effettivo risparmio andrà di pari passo con il lavoro degli uffici – dice Luca Bianchi -. Non siamo ancora in grado di quantificare la cifra che la Regione effettivamente risparmierà. Certo sarà significativa, basti pensare ai soli compensi dei dirigenti generali che verranno meno”. Il risparmio complessivo dovrebbe comunque aggirarsi fra i due e i tre milioni di euro annui.

 

 

 


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI