"Affiliazione commerciale" |L'Etna risponde alla chiamata

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La proposta parte dalla Consulta Civica di Siracusa. Il presidente Damiano De Simone: "Il Consorzio dei Paesi etnei ha mostrato interesse per far fronte comune e ricostruire l'economia delle eccellenze siciliane".

Cooperazione commerciale
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SIRACUSA – Ha risposto anche la provincia etnea alla chiamata dell’affiliazione commerciale virtuosa. C’è un nuovo modo di far “penetrare” i prodotti della terra del vulcano nei mercati nazionali ed esteri. L’idea arriva dalla terra d’Archimede e precisamente dalla Consulta civica di Siracusa che – grazie anche alla garanzia dell’intermediazione consolare – ha attivato il primo servizio della sua Società a Responsabilità Limitata semplificata, la Civica Servizi S.r.L.

Una piccola spinta per sconfiggere questa fase endemica di stallo dei mercati. Un piccolo trampolino di lancio di un progetto che è stato presentato lo scorso mese. Imprenditori del settore agricolo ma anche i consorzi, sia dei paesi etnei che della zona sud delle provincia di Siracusa. I “garanti” sono i consoli di Romania, Turchia, Senegal, Azerbajan, che hanno spiegato a imprenditori e anche curiosi lo stato di salute economico dei Paesi rappresentati. Lo scopo è quello di creare un gemellaggio che non sia meramente commerciale, ma anche turistico e umano. Il sostegno all’iniziativa parte dal protocollo La Grande Intesa, siglato lo scorso novembre. L’incontro è stato anche un momento per fare “rete”  e discutere dei molti problemi relativi all’import e all’export. Drammi che vive soprattutto il settore agricolo, un comparto che produce le eccellenze della terra siciliana e catanese.

Il presidente della Consulta Civica, Damiano De Simone crede che “la cooperazione è l’unico strumento per rendere le nostre singole realtà produttive dei competitor nei mercati mondiali, tutelandone l’eccellenza, che spesso viene sacrificata in nome di quantità e di prezzi all’ingrosso che devono tenere conto anche dei costi di produzione”. De Simone spiega come si muoveranno: “La nostra sarà un’attività di intermediazione ma anche organizzazione e promozione territoriale. Mi ha riempito di energie positive la presenza del Consorzio dei Paesi etnei, che ha mostrato interesse a fare fronte comune per ricostruire un’economia siciliana sana”.

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