Un agente della Polizia penitenziaria è stato aggredito nel pomeriggio di mercoledì 8 luglio all’interno della casa circondariale “Luigi Bodenza” di Enna. Il poliziotto è stato colpito da un detenuto dopo avergli ordinato di rientrare in cella ed è stato trasportato al pronto soccorso per le cure del caso.
L’episodio arriva a pochi giorni dalla rivolta scoppiata nello stesso istituto penitenziario. Durante la sommossa alcuni detenuti hanno devastato un intero padiglione prima di essere arrestati e trasferiti.
Enna, agente aggredito in carcere
L’aggressione riaccende l’allarme sulle condizioni di sicurezza all’interno del penitenziario ennese, dove il clima resta particolarmente teso dopo i gravi disordini dei giorni scorsi. A denunciare la situazione è Filippo Bellavia, consigliere nazionale e segretario provinciale dell’Unione sindacati polizia penitenziaria.
“E’ una situazione insostenibile. Il carcere di Enna è una polveriera ad orologeria – afferma – L’aggressione di oggi è la testimonianza del non rispetto delle regole a cui i detenuti non vogliono sottostare. È oramai un bollettino di guerra ore di servizio interminabili, sovraccarico senza limiti di lavoro in più posti di servizio. Non abbiamo il tempo di arrivare a casa dopo turni estenuanti che veniamo richiamati, dentro l’istituto, per qualche emergenza”.
“Da anni lamentiamo sempre lo stesso problema – aggiunge – quello della carenza di organico e della necessità di istituire urgentemente strutture idonee con regole di ingaggio serie e vere per la gestione dei detenuti più violenti”.
Il Sappe: “Situazione intollerabile”
Sulla vicenda interviene anche il segretario generale del Sappe, Donato Capece, che chiede interventi immediati per ristabilire condizioni di sicurezza all’interno dell’istituto.
“Quello che sta accadendo ad Enna è semplicemente intollerabile – dichiara in una nota – A pochi giorni dalla devastante rivolta che ha distrutto un intero padiglione detentivo, registriamo l’ennesima aggressione ai danni di un appartenente alla Polizia Penitenziaria”.
“È il segnale evidente che la situazione continua a essere gravissima e che le misure adottate sino ad oggi non sono state sufficienti a ristabilire condizioni minime di sicurezza”, continua.
La richiesta di interventi urgenti
Capece punta l’attenzione anche sulle condizioni del padiglione danneggiato durante la rivolta verificatasi nei giorni scorsi nel carcere di Enna e sull’assenza, a suo dire, di provvedimenti adeguati.
“Ancora più sconcertante – evidenzia – è constatare che, nonostante il sopralluogo effettuato dai Vigili del Fuoco, dal quale sarebbe emersa l’inagibilità del padiglione interessato dalla rivolta, il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Palermo continua a non assumere quei provvedimenti urgenti che il buon senso e la tutela del personale imporrebbero”.
Il segretario del Sappe conclude rivolgendo un appello al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. “Chi ha responsabilità di governo dell’Amministrazione penitenziaria deve assumersi l’onere di decidere – dice – Non è pensabile scaricare ogni giorno sulle spalle della Polizia Penitenziaria il prezzo dell’inerzia amministrativa”.
“I nostri uomini hanno già dimostrato coraggio, professionalità e spirito di servizio durante la rivolta. Oggi vengono nuovamente aggrediti mentre lavorano in condizioni proibitive“, conclude Capece invocando un intervento immediato.
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