Agenzie per il lavoro, nuove regole |No degli enti agli ex sportellisti - Live Sicilia

Agenzie per il lavoro, nuove regole |No degli enti agli ex sportellisti

Nuovi paletti per l'accreditamento, fra questi l'assunzione di un lavoratore da parte dei privati che insorgono: "Norme insostenibili"

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PALERMO – Nuove regole d’accreditamento per le Agenzie per il lavoro (Apl), ma ai diretti interessati le novità non piacciono. La Regione ha deciso di imporre l’assunzione di almeno un ‘ex sportellista’ per quegli enti che aspirano a essere iscritti negli elenchi dei ‘centri per l’impiego’ privati. Anfop, Asef, Assofor, Cenfop, Forma Sicilia e Cna Sicilia segnalano: regole “non sostenibili”. E aggiungono: “Rischiamo la paralisi. Se non cambiano siamo costretti al ricorso”. Per questo le sigle hanno chiesto la convocazione di un tavolo tecnico all’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone, e al dirigente generale del dipartimento competente, Francesca Garoffolo. In un primo incontro Scavone ha comunque manifestato la sua disponibilità ad avviare un confronto per ascoltare le istanze degli enti.

Nel frattempo le Apl hanno scritto all’assessore per puntualizzare quali sono le norme per l’accreditamento che a loro avviso vanno cambiate. Prima fra tutte la previsione secondo cui per accedere all’elenco delle agenzie per il lavoro occorra assumere degli ex sportellisti. Le associazioni censurano però anche la regola che prevede un tetto massimo di finanziamenti regionali per essere accreditati: il limite è stato fissato nel 30 per cento dell’intero fatturato. Non viene accettata anche la regola  dell’accreditamento ‘contingentato’ in un determinato arco temporale che va dal 30 novembre al 30 dicembre.

La previsione dell’assunzione di un ex sportellista è quella che viene maggiormente criticata dalle Apl. “Non si può non costatare – commenta Benedetto Scuderi, dell’Asef- la mortificazione a cui sono sottoposte le agenzie per il lavoro. Pur essendo una sorta d’azienda nelle norme per l’accreditamento delle Apl vengono previste regole che ledono la libertà di impresa. Non abbiamo un contributo continuativo da parte della Regione che giustifichi l’obbligo per gli enti di assumere i lavoratori indicati”.

L’altro aspetto criticato è il tetto massimo del 30 per cento di finanziamenti regionali sul fatturato annuo, una norma che, stando a quanto affermano gli enti, sarebbe ambigua in quanto non chiarisce se per fondi regionali debbano intendersi anche le risorse del Fondo sociale europeo.

La previsione di un accreditamento su base regionale per le agenzie per il lavoro è successiva a un decreto d’applicazione del ‘Jobs act’ che ha fissato le regole generali lasciando alle regioni la possibilità di regolare le iscrizioni prevedendo ulteriori elementi. Per Maurizio Merlino, della Cna Sicilia, proprio questo sarebbe il punto su cui intervenire. “Non possiamo avere una normativa peggiorativa e punitiva rispetto alle altre regioni d’Italia. Così le Apl siciliane, nate come enti d’ausilio alle strutture dei centri per l’impiego pubblici, subiscono un aggravio delle procedure proprio in una regione, la Sicilia, che grazie alle sue competenze speciali in materia di lavoro dovrebbe alleggerire le pratiche all’interno del contesto generale fissato dallo Stato”.

Le norme sull’accreditamento sono fissate da un decreto del dirigente generale del dipartimento alle Politiche sociali e al lavoro che applica una delibera di giunta adottata a inizio anno. Per questo gli enti chiedono la revoca del provvedimento dell’esecutivo regionale. “Siamo stanchi – commenta Joseph Zambito, di Anfop -di dover ricorrere ai tribunali per tutelare i nostri legittimi interessi. L’articolo del decreto che prevede i requisiti professionali per l’accreditamento è frutto di una irragionevole e vessatoria volontà politica. Basta confrontare tale decreto ministeriale del 2018 per appurare il carattere discriminatorio rispetto alle altre Apl operanti nel resto d’Italia. Dal 30 novembre rischiamo – prosegue Zambito – di dover licenziare il nostro personale già in organico, perché la totalità delle Apl non risulta nelle condizioni di accreditarsi. Molte Apl sono impegnate in progetti con l’Anpal”.


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Commenti

    Vedete con che espressioni testimoniano l’indifferenza?! Mi piacerebbe conoscere cosa “portano” nel territorio a supporto delle dinamiche del mercato del lavoro. Sono espressione di una visione da “centro commerciale” che trascina dentro “fudda e mala vincita” l’offerta di lavoro. Pubblicizzano i tirocini come posti di lavoro e riempiono rapporti di (teoria del) servizio per la conquista del contributo della Regione Siciliana e dei fondi ministeriali. Ed i titolari Lavorano il proprio per il proprio……Agenzia Proprio Lavoro…….

    Gli ex sportellisti sarebbero i cosiddetti “esperti” che dovrebbero aiutare i disoccupati a trovare un lavoro ma non trovano lavoro neanche a se stessi così la politica tenta di appioppare “il pacco” a destra e a manca

    Come si fa a parlare di rischio di impresa quando non ci mettono un solo euro.

    Qui dovrebbe intervenire l’Assessore La Galla e il Presidente Musumeci e dovrebbero costituire l’Agenzia Regionale Unica della Formazione, censire come stanno facendo richiedendo i dati all’INPS delle persone decedute e di quelli che sono già in eta pensionabile e del personale che rimane dell’ l’Albo ad esaurimento, inserirlo insieme alle competenze presso la nuova Agenzia regionale e togliere dall’inizio queste APL, che sono agenzie proprie del lavoro l’altra magagna che si sono assunti tutta la famiglia e vogliono speculare sui fondi europei, regionali e quelli statali, la cuccagna sta per finire per i privati che hanno fatto fallire una Regione, l’Assessore La Galla mi sembra che abbia le idee chiare, se istituisce l’Agenzia regionale Unica è degno di candidarsi per fare il Presidente della Regione Siciliana. Facendo convenzioni con tutti gli Enti pubblici esistenti in tutta la Sicilia l’utilizzo degli operatori dell’Albo ad esaurimento sarebbero pure pochi!

    Ma quale lavoro dovete proporre? La Sicilia è morta e quindi mirate ai contributi pubblici e a sistemare amici degli amici.

    Salve a tutti
    ma la regione in cambio di regalare soldi a destra e a manca,
    perche non mette in funzione “seria” gli uffici di collocamento.
    Poi se ci sono gli spazi dove i privati posso aprire le agenzie del lavoro,che lo facciano pure,
    la cosa fondamentale senza soldi DA PARTE DELLA REGIONE e che l’avvio del lavoratore avvenga sempre tramite l’ufficio di collocamento il quale vigilera sulla correttezza dei contratti DI LAVORO.

    Vi piacerebbe continuate a “magnare” a sbafo con le tasse pagate dai siciliani? La pacchia è finita, cercatevi un vero lavoro se ne siete capaci

    c’è già l’ispettorato de llavoro per fare questo, ci vuole semmai un diverso approccio con il mercato del lavoro che ormai gli SCICA non hanno dal lontano 1990 se non erro, quindi 30 anni di cartacce inutili e statistiche invece di rinnovo, è solo un passacarte

    —Indignato— dai qui è in fondo una lotta fra poveri, mentre i notabili causa di tutto questo sono belli e seduti a guardarsi lo spettacolo, per quanto possa condividere tutto ciò tutto, questo è frutto di una politica deviata, e non di veri e propri interessi dell’Isola e che dire dell’Italia in genere

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