Zone franche urbane |Ecco come funzionano - Live Sicilia

Zone franche urbane |Ecco come funzionano

Le imprese che rientrano nei confini delle 18 zone franche urbane individuate potranno richiedere da oggi (e fino al 23 maggio) le agevolazioni previste: tra queste, soprattutto esenzioni fiscali. Ecco tutto ciò che c'è da sapere

stanziati 182 milioni
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PALERMO – Quasi 182 milioni di euro sono in arrivo per le piccole e micro imprese siciliane. Da oggi a mezzogiorno, e fino alle 12 del 23 maggio, possono essere presentate le richieste di accesso alle agevolazioni fiscali e contributive previste per le imprese siciliane che svolgono la propria attività entro i confini delle nuove Zone franche urbane.

Diciassette aree in tutta l’Isola alle quali è stato aggiunto – con la legge di stabilità per il 2014 – il comune di Lampedusa e Linosa. Le diciotto (in totale) Zone franche sono state individuate dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) su proposta del ministero dello Sviluppo economico e integrate poi con un’apposita legge regionale sulla base dell’elevato indice di disagio economico: sono Aci Catena, Acireale, Bagheria, Barcellona Pozzo di Gotto, Castelvetrano, Catania, Enna, Erice, Gela, Giarre, Messina, Palermo Brancaccio e Palermo porto, Sciacca, Termini Imerese (inclusa la sua area industriale), Trapani e Vittoria.

Le “micro” (con meno di dieci dipendenti) e “piccole” (con meno di 50 dipendenti) imprese che si trovano entro i confini territoriali individuati (qui la mappa dei perimetri) si spartiranno la torta dei circa 182 milioni ottenuti riprogrammando 147 milioni del Piano di azione e coesione ai quali sono stati aggiunti quasi 38 milioni presi dalle casse regionali. Grazie a questi fondi, le imprese che si trovano nei territori individuati come zone franche, potranno beneficiare prevalentemente di esenzioni fiscali: esenzione delle imposte sui redditi (Irpef e Ires), dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), dell’imposta municipale (Imu), e inoltre saranno esonerate dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

Per accedere ai benefici, però, svolgere la propria attività entro il territorio stabilito non è l’unico requisito necessario. Potranno beneficiare delle agevolazioni, infatti, le micro e piccole imprese iscritte al registro e che non siano in liquidazione, ma non solo: per le imprese che non hanno “attività sedentaria” – venditori ambulanti, imprese di costruzione, idraulici e parrucchieri che svolgono attività presso le abitazioni dei clienti – sarà possibile accedere al finanziamento solo se almeno un dipendente svolgerà le ore lavorative in un locale situato all’interno della Zfu, oppure che l’impresa realizzi almeno il 25 per cento del fatturato da operazioni svolte all’interno della Zona franca.

E’ necessario, inoltre, che le imprese che richiedono il contributo abbiano un ufficio o locale destinato all’attività (sede legale, amministrativa o produttiva), all’interno del territorio di riferimento e che questo sia regolarmente registrato alla Camera di commercio. Non si sa ancora quante imprese potrebbero potenzialmente beneficiare delle agevolazioni. Ma per il governo regionale è chiaro che “l’istituzione delle Zone franche sarà un’incentivo alla nascita di nuove imprese”.

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