Aggredito mentre vende le rose| Bengalese ferito in pieno centro - Live Sicilia

Aggredito mentre vende le rose| Bengalese ferito in pieno centro

Baby gang in azione nella notte: cinque minorenni rintracciati dalla polizia e denunciati.

PALERMO
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PALERMO – Sono entrati in azione intorno alle 4 del mattino, a finire nel loro mirino un ambulante bengalese, che stava terminando il solito giro dei locali per vendere le sue rose. Erano in cinque, tutti minorenni: l’hanno raggiunto in corso Vittorio Emanuele ed inseguito fino a piazza Bologni, dove l’hanno aggredito, “per futili motivi” come spiega la polizia. Hanno sferrato calci e pugni, al punto da far finire l’uomo per terra, procurandogli ferite ad una gamba e alla testa.

La vittima è riuscita a rialzarsi, ha chiesto aiuto a chi si occupa di sorvegliare i gazebo della piazza alla chiusura dei locali e si è rifugiato lì, dove la baby gang lo ha nuovamente aggredito, per poi dileguarsi. Quando è stato lanciato l’allarme, sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e le volanti della polizia: il bengalese, ferito e sotto choc, ha fornito una descrizione degli aggressori, che nel frattempo hanno tentato di far perdere le proprie tracce tra i vicoli del centro storico.

La loro fuga è durata soltanto pochi minuti, visto che i poliziotti li hanno rintracciati in piazza Casa Professa, nei pressi di via Maqueda. I cinque sono stati identificati, hanno un’età compresa tra i tredici e i quindici anni e per loro è scattata la denuncia a piede libero. La vittima è invece stata trasportata con un’ambulanza all’ospedale Civico.


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Commenti

    che ci fa’ un bengalese che vende rose abusivamente ?????? e i vigili non gli dicono niente ? e mio zio paghe le tasse avendo un negozio di fiori per mantenere il nostro Orlando e suoi compagni

    Il solito branco di vigliacchi

    Un bengalese vende rose abusivamente per sopravvivere, tant’è che una parte degli incassi poi li “devolve” al don tano di turno. E non fa una cosa diversa da tutti gli ambulanti abusivi che ci sono in città: basta andare in Corso Finocchiaro Aprile per rimanere imbottigliati nel traffico anche trenta minuti per percorrere poche centinaia di metri: bisogna zigzagare fra autovetture anche in quarta file ed ambulanti che hanno invaso l’intera strada. Ovviamente, è soltanto un esempio di come ci si possa guadagnare da vivere, più o meno onestamente. E’ la società che costringe a ricorrere a questi metodi che nessun rispetto hanno delle regole del consorzio civile; e senza volere giustificare la condotta, sovente ritenuta valida alternativa al furto e al “rubare” in genere, tuttavia bisogna pure ammettere che non è garantita a tutti la possibilità di accedere al mondo del lavoro, in ossequio alle norme vigenti. Mi rifiuto di pensare che il lavoro “abusivo” possa essere ritenuto, come dire?…una scelta? no, non è una scelta, sono le circostanze a determinarlo. Anche se il colore della pelle è diverso: il bengalese sfugge a morte sicura nel suo Paese e non viene qui a rubare: fa esattamente quello che fanno gli altri in tanti: anche se illecitamente, cerca di portare un pezzo di pane a casa. Vuole sfamare i suoi figli. Non ha diritto a questo, anche se non è autoctono?
    Ciò detto, ma è mai possibile pensare che il bengalese che subisce un’aggressione, anzichè essere considerato vittima, invece lo dobbiamo ritenere reo di avere venduto le rose abusivamente e, peggio, perchè di pelle scura? Non è, forse, da considerare un attacco vile e disonesto derubare un poveretto che spera di vendere un mazzo di rose per comprare un pò di pane? Certo, poi, se anche gli aggressori sono altri poveretti, fatto da non escludere, allora la riflessione sarebbe un’altra: dobbiamo schierarci da una parte o dall’altra scegliendo il poveretto da difendere, in una guerra fra poveri, oppure sarebbe bene vedere chi è l’oppressore che determina proprio la guerra fra poveri?…

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