Akragas, dal sogno al caos | Gli altri soci contro Giavarini - Live Sicilia

Akragas, dal sogno al caos | Gli altri soci contro Giavarini

Momento delicato in casa biancazzurra, complici le divergenze tra il presidente onorario e gli azionisti di minoranza coinvolti in estate nel progetto di sviluppo del club dopo il ritorno tra i professionisti. Non entra nel dibattito Silvio Alessi.

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AGRIGENTO – Scade oggi, 29 dicembre, l’ultimatum del patron dell’Akragas Marcello Giavarini rivolto ai soci di minoranza con il quale l’imprenditore ha chiesto ai propri colleghi di adempire ai propri impegni, pagando le loro quote. Nella giornata di ieri però è arrivata la seconda puntata di questo scontro sotto l’albero, i soci tirati in causa, Franco Nobile, Enzo Caponnetto, Massimo Lupo, Calogero Trupia, Sebastiano La Mantia, rispondono infatti al principale azionista della società con una lettera in cui spiegano di non essere stati coinvolti ulteriormente nel progetto della squadra e di essersi comportato come da accordo.

“Leggiamo con stupore e profonda preoccupazione quanto riportato dal Presidente Onorario Marcello Giavarini, il socio di maggioranza, sostiene di essere il “solo” a contribuire economicamente e finanziariamente al sostenimento dell’Akragas e contesta ai soci di minoranza, ad eccezione del Presidente Silvio Alessi, di non aver apportato sufficienti risorse finanziarie per poter permettere il rafforzamento tecnico della prima squadra. A tal proposito, riteniamo doveroso ricordare, come si sono svolti, nel corso dell’estate scorsa, i fatti che hanno condotto lo stesso Giavarini a rilevare il 54% del capitale sociale, così come voluto dallo stesso Giavarini che aveva posto, per il suo ingresso in società, la condizione del possesso della maggioranza assoluta del capitale sociale, conferendo la gestione tecnica al nominando Amministratore Delegato, Peppino Tirri”.

“Con l’ingresso del socio Giavarini – prosegue la nota – dopo settimane di trattative, l’assemblea straordinaria dei soci ha ripianato per intero le perdite accumulate fino al 31.12.2014 ed ha contestualmente aumentato il capitale sociale. Durante l’allestimento della prima squadra, il Consiglio di Amministrazione, su proposta dell’AD, ha approvato con proprio deliberato il budget economico finanziario, inviato alla Lega. In quella sede fu proprio l’Amministratore Delegato Peppino Tirri, a dichiarare che con tali risorse sarebbe stato in grado di allestire una squadra dignitosa e sicuramente all’altezza della terza serie nazionale. Successivamente, man mano che veniva allestita la squadra, ci veniva comunicato informalmente che il budget approvato dal CDA non sarebbe stato sufficiente e che sarebbe stato necessario l’incremento del budget”. A campionato iniziato, ci sono già i primi segni di rottura tra il primo socio e gli altri uomini della dirigenza, ad eccezione di Silvio Alessi.

“Ci chiediamo in che modo e con quali motivazioni – scrivono ancora i soci di minoranza – i soci di minoranza avrebbero dovuto contribuire a finanziare la società senza che gli stessi siano mai stati attivamente coinvolti nelle scelte del progetto tecnico della società. Ciò malgrado – continuano i soci – abbiamo contribuito a risolvere le tante criticità (riapertura dello stadio “Esseneto”) e a garantire importanti soluzioni di continuità (tra tutte la conferma del main sponsor). Detto tutto ciò riteniamo che siano stati compiuti evidenti errori tecnici nella costruzione e nella gestione della squadra, che non possono ricadere certamente sui soci, ed ai quali bisogna porre rimedio. Noi, per l’ onestà intellettuale che ci contraddistingue, riconosciamo al Presidente Giavarini, di avere “sposato” con impegno e passione il progetto Akragas, garantendo quindi l’iscrizione al campionato di Lega-Pro, ma allo stesso tempo oggi vediamo il pericolo, serio e concreto, di vedere vanificati i nostri tanti sacrifici e le legittime aspettative di una città e dei suoi meravigliosi tifosi”.

Se il Natale è rovente, si prevede un gennaio di fuoco per la società akragantina che dovrà adesso curare i propri mali casalinghi prima di agire sul mercato, con Tirri che ancora non conosce il proprio budget a disposizione per poter operare sul mercato di riparazione. Intanto i giocatori cominciano a lasciare l’Akragas, come Savanarola, già approdato al Siracusa, squadra che milita in Serie D, ritrovando molti compagni che lo scorso anno giocavano proprio ad Agrigento, come Dezai, Catania, Trofo, Chiavaro, Baiocco e Vindigni. Diverse sono le sirene all’orecchio di Ciro Capuano: il difensore potrebbe approdare a Lecce. Sull’attaccante Madonia sarebbe forte l’interesse del Messina. Per quanto riguarda il mercato in entrata dell’Akragas, due giocatori bulgari sono in prova durante i primi allenamenti dopo la sosta.


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