PALERMO – Il ministro Alfano lo aveva assicurato: “Non entreremo nel governo Crocetta neanche sotto mentite spoglie. Né con nostri uomini, né con tecnici”. E invece oggi Ncd comunicherà a Rosario Crocetta di essere pronto a entrare in giunta. Sotto mentite spoglie, quasi certamente. Approfittando del nuovo abito di “Area popolare” e anche tramite l’indicazione, assai probabile, di un “tecnico” gradito. Il nome dell’ex manager del Policlinico di Palermo Mario La Rocca resta in pole position. Nonostante le smentite periodiche del leader dei moderati a sostegno di Renzi, quindi, Il Nuovo centrodestra ha deciso finalmente di “saltare il fosso”. Da oggi è ufficialmente nella maggioranza a sostegno di Crocetta. Da domani (o meglio, da dopodomani) sarà anche al governo dell’Isola.
Oggi, come detto, è giunta la decisione “formale” del gruppo parlamentare Ncd di passare in maggioranza. Parole dal significato completamente opposto a quelle pronunciate con sicurezza dal leader meno di venti giorni fa: “Si apre – hanno fatto sapere tramite una nota i parlamentari Ncd – una stagione nuova per la Sicilia; vogliamo e sapremo esserne protagonisti, con le nostre idee e con il nostro impegno. Negli ultimi mesi – continua il documento – lo scenario politico isolano si è arricchito di importanti novità, a partire dal patto di consultazione stipulato con Pd e Udc, per attuare le riforme indispensabili al futuro della Sicilia. Abbiamo anche apprezzato – proseguono i deputati regionali – le aperture alla collaborazione del presidente della Regione e la decisione di procedere all’azzeramento della giunta, con l’obiettivo di formarne una politicamente più forte. Una nuova giunta in grado di realizzare proprio quelle riforme che ci faranno superare le tante situazioni critiche in campo economico e sociale, per agganciare la ripresa. Abbiamo una piattaforma programmatica chiara e rigorosa che intendiamo discutere con il presidente e promuovere in Assemblea, attraverso il prezioso strumento dell’intergruppo parlamentare con gli amici dell’Udc. Siamo certi – conclude la nota – che il nostro contributo di idee e di responsabilità sarà determinante per centrare obiettivi di buon governo e per costruire, insieme con Pd e Udc, una solida e credibile proposta politica”.
Altro che disinteresse nei confronti del governo. I deputati plaudono all’azzeramento, parlano di piattaforma programmatica da condividere con Crocetta, di riforme da fare insieme. Ovviamente, nella nota, non si fa ancora esplicito riferimento all’ingresso in giunta. Che avverrà. Proprio per ora di pranzo è stato fissato l’incontro tra i leader siciliani di Ncd, dell’Udc e il presidente Crocetta. In quell’occasione verrà comunicato ufficialmente l’esito della riunione del gruppo parlamentare. Sarà successivamente Gianpiero D’Alia (probabilmente lunedì) a fornire i nomi della delegazione di “Area popolare”, che conterrà due assessori indicati dall’Udc e uno da Ncd. Certo della conferma il segretario regionale dei centristi Giovanni Pistorio, mentre per gli altri due nomi c’è bagarre. Come detto, Ncd punterà su un tecnico gradito, e il nome di La Rocca è quello più caldo. In ballo anche il ritorno di Patrizia Valenti.
Ma oggi la giornata delle “consultazioni” è ricca di impegni. Il presidente della Regione, insieme al segretario regionale del Pd Fausto Raciti, che sta affiancando, di fatto, il governatore in questa opera di verifica, propedeutica alla formazione del nuovo governo, incontrerà anche Totò Cardinale, accompagnato a Palazzo d’Orleans dai deputati regionali Nicola D’Agostino, Beppe Picciolo e Totò Lentini. Il leader di Sicilia futura si è presentato all’incontro forte del successo di pubblico registrato in occasione del battesimo della sua nuova formazione politica. Kermesse “benedetta” dal Pd, con le presenze del vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini e del sottosegretario Davide Faraone. “Adesso – spiega però Cardinale – abbiamo bisogno che Crocetta ci dica chiaramente con quali criteri intenda assegnare i posti in giunta. Noi rappresentiamo all’Ars un gruppo di otto deputati, dietro ai quali, come ha dimostrato l’evento di due giorni fa, c’è un intero mondo fatto di imprenditori, professionisti, esponenti delle categorie produttive e dell’Università”. Il riferimento ai “criteri” non è casuale. E rappresenta un “avvertimento” a Crocetta: se a gruppi meno rappresentativi all’Ars come Sicilia democratica e PSi spetterà un assessore, allora gli uomini di Cardinale ne chiederanno due. Sarà uno dei nodi da sciogliere per il governatore. Ma sia Psi che Sicilia democratica in questi giorni hanno intensificato i rapporti col segretario regionale del Pd Raciti. La proposta degli assessori dei due movimenti potrebbe entrare nel “pacchetto” proposto dai democratici. Ma al di là dei movimenti, sulla nuova giunta incombe l’ombra dei conti.
Lunedì, infatti, Crocetta sarà ricevuto al Ministero dell’Economia e delle Finanze dove si discuterà del futuro finanziario della Sicilia. L’assessore Baccei (in bilico, ma confermato da Faraone) ha già presentato a Renzi un piano per provare a chiudere il prossimo bilancio, dove, al momento, mancherebbero quasi due miliardi di euro. Si parla già di una specie di “piano di rientro” per la Regione, utile a spalmare il mostruoso disavanzo. Un incontro decisivo, dicevamo. Solo se Roma fornirà rassicurazioni sul piano economico-finanziario, si chiuderà velocemente la partita del rimpasto. In una giunta nella quale, a quel punto, potrebbero entrare anche alcuni big del partito come Antonello Cracolici e Giuseppe Lupo, una decisione che potrebbe essere discussa domani, in occasione di una direzione regionale o di una riunione allargata dei democratici. Pronti a entrare nell’esecutivo poi anche alcuni politici come Luisa Lantieri per Sicilia democratica, Mimmo Turano per l’Udc, Michele Cimino (o Beppe Picciolo) per Sicilia Futura. Un governo del quale farà parte, con un tecnico, anche Ncd. “Saremo protagonisti” hanno detto oggi i deputati di Alfano. Il leader che disse, meno di venti giorni fa: “Noi al governo non andremo mai”.

