CATANIA – Le sedie erano tutte occupate, stavolta. E meno male, verrebbe da dire: ritrovarsi di fronte al deserto anche in occasione dell’intervento del ministro dell’Interno avrebbe suscitato troppo imbarazzo, difficile da smaltire. E invece, pare abbia funzionato la chiamata a raccolta da parte dell’onorevole Giuseppe Castiglione – seduto ieri sera in prima fila – che avrebbe, fino a pochi minuti prima dell’inizio del dibattito, chiamato a raccolta amici e sostenitori del partito invitandoli caldamente a partecipare: prima all’incontro tenutosi nel pomeriggio all’hotel Nettuno e poi al dibattito serale del leader Alfano nei giardini della villa Bellini. Un “buttadentro” sui generis, considerato che la festa della Villa Bellini è la festa del Pd.
In ogni caso, la folla era presente. Non certo quella delle grandi occasioni – nessuna ressa, nessun tappetto umano – ma sempre di più degli altri giorni – martedì scorso escluso, dato che è stato Massimo D’Alema, finora, il campione di presenze. Che poi sia stata una “folla” di centrodestra, questo è un altro discorso. Nelle prime file, infatti, oltre a Castiglione, il suocero del sottosegretario, il senatore Pino Firrarrelo, dall’aria un po’ assonnata e qualche esponente del nuovo centro destra. Pochi, invece, i volti della politica locale.
Naturalmente, non mancavano il prefetto Maria Guia Federico, il questore Marcello Cardona, il sindaco Bianco e compagna, e qualche componente della Giunta (stavolta l’assessora allo Sport Valentina Scialfa). Tutti presenti per “l’uomo del ‘Sì’, così è stato definito Alfano che si è concesso generosamente, strappando anche qualche applauso scrosciante alla platea catanese incapace di resistere a quelle lusinghe che ridestano l’orgoglio siciliano. “La Sicilia è la terra più bella del mondo. Sono un uomo siciliano prima che un politico. So quanto ‘male parole’ mi prendo per le cose che affermo” – ha detto. “Ma il lavoro svolto finora e i risultati ottenuti sono la chiara dimostrazione dell’azione del governo portata avanti finora”.

