Allarme legionella in centro a Palermo: chiuso l'hotel Politeama

Allarme legionella in centro a Palermo: chiuso l’hotel Politeama

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    Si devono sanificare anche i condizionatori d’aria dove si può sviluppare la legionella

    I condizionatori e i climatizzatori sono la principale fonte della legionella.
    Il primo caso colpì proprio in un hotel Usa con i condizionatori e si chiamò il morbo del legionario perchè colpì un raduno di legionari.
    Chiudete ovunque condizionatori, climatizzatori e pompe di calore ad aria!
    Peraltro aprendo le finestre in corrente, si sta bene, la temperatura di questi giorni è gradevole e ventilata.
    I condizionatori e climatizzatori diffondono legionella e altri batteri e virus nel luogo chiuso.
    Ma dopo il covid (che si diffondeva fino a 10 metri in presenza di condizionatori, climatizzatori e pompe di calore ad aria), dopo la crisi energetica e il caro bollette, dopo la legionella cosa ci vuole ancora per far spegnere i climatizzatori e i condizionatori?

    La legionella si può benissimo prevenire ed evitare, stando all’aperto e in luoghi chiusi non climatizzati e con finestre aperte. Infatti la legionella non si diffonde nè all’aperto nè nei luoghi chiusi non climatizzati e con ricambio d’aria dalle finestre.
    Quindi spostate tutti gli eventi pubblici e privati all’aperto (con queste belle giornate è un delitto organizzare eventi al chiuso) e quando non sarà più possibile organizzarli all’aperto, spostateli nei luoghi chiusi non climatizzati e con ricambio d’aria dalle finetre.

    La lobby dei condizionatori e dei climatizzatori continua ad impedire che si dica pane al pane e vino al vino: che la legionella è causata da condizionatori e climatizzatori.
    E’ la lobby più forte che esiste e condiziona molti media, molti politici e persino molti medici.
    Altro che la lobby del tabacco (i fumatori subiscono numerose restrizioni), la lobby dei condizionatori e dei climatizzatori continua imperterrita a dettare legge nonostante pandemia, covid, crisi energetica, caro bollette, legionella, polmoniti estive…
    ps: molti negozi, locali, hotel non hanno ancora capito che la gente scappa da condizionatori e climatizzatori a maggior ragione dopo pandemia e legionella!

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Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.

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