"Loris strangolato e gettato nel canalone" | Smentita l'ipotesi della violenza sessuale - Live Sicilia

“Loris strangolato e gettato nel canalone” | Smentita l’ipotesi della violenza sessuale

Andrea Loris Stival

Il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia: "Al momento risulta infondata la presenza di segni di violenza a scopo sessuale". Parla anche Orazio Fidone, il cacciatore che ieri è stato ascoltato in questura: "Sono tranquillo. Rifarei altre cento volte quello che ho fatto". Il criminologo Bruno traccia il profilo del possibile assassino.

il giallo di santa croce camerina
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RAGUSA – Sequestro di persona e omicidio volontario, ma senza indagati; assenza di segni di violenza a scopo sessuale. Sono i punti fermi della Procura di Ragusa sull’uccisione di Loris Stival, il bambino di 8 anni trovato morto due giorni fa a Santa Croce Camerina. E’ stato strangolato e poi gettato nel canalone dove è stato trovato, dice l’autopsia. Ma il medico legale, Giovanni Iuvara, non è riuscito a stabilire se la caduta sia una concausa o se il ragazzino fosse già morto quando è precipitato, perché, spiega il procuratore Carmelo Petralia, potrebbe essere “avvenuta in un momento immediatamente successivo allo strangolamento, può rientrare tra le cause della morte o essere un fatto immediatamente successivo”.

Nessuna prova di una violenza sessuale subita da Loris. Ma “al momento”, scrive la Procura. Perché la pista esiste, assieme ad altre, ed è seguita con attenzione, anche su eventuali storie pregresse o tentativi non riusciti. “L’attività peritale continua, anche se quella propriamente autoptica si è conclusa, e quindi – sottolinea il procuratore – in questo momento non ci sono elementi per confermare l’esistenza di esiti di violenza sessuale. Finché non c’è certezza non c’è reato”. Non è, tuttavia, un’inchiesta al buio, sottolinea Petralia: “indaghiamo a 360 gradi, non trascuriamo alcuna ipotesi, ma ci sono delle piste privilegiate”. E tra queste quella della pedofilia: la Procura sta attivando una squadra di psicologi per realizzare un profilo di un eventuale orco. Una strada investigativa obbligata per i magistrati, visto il contesto del delitto. Ma, avvisa il procuratore Petralia, “il lavoro di magistrati, investigatori e dei giornalisti è di tenere conto che quello che fanno ha una ricaduta sociale, per questo occorre lavorare con sobrietà ed evitare allarmismi e tensioni”.

Resta il mistero del delitto di Loris, sequestrato, strangolato e gettato in un canalone a Santa Croce Camerina. Perché non è andato a scuola? Perché in classe non è arrivato e i sistemi di videosorveglianza dell’istituto non lo riprendono? Una ragazzina dice di averlo visto comprare un panino, dopo che la madre lo ha lasciato, nel chiosco vicino alla Falcone-Borsellino. Poi è scomparso. Eppure era un bambino introverso, che non dava confidenza agli estranei. Ed ecco che i sospetti virano in direzione di chi lo conosceva, di chi aveva già conquistato la sua fiducia. I cani ‘molecolari’ fiutano la sua presenza lontano dalla scuola, ma la ‘traccia’ poi scompare nel nulla. Loris sarebbe potuto salire su un’auto o una moto. Ma chi l’ha preso a bordo? Un amico, un parente, un conoscente stretto?

Sono i dubbi che gli investigatori, polizia di Stato e carabinieri, stanno cercando di risolvere continuando a interrogare diverse persone del paese e visionando le immagini di decine e decine di telecamere di sistemi di sorveglianza. Si intrecciano dati e tabulati, collegamenti tra telefonini e celle di trasmissione. Un lavoro per specialisti di alto livello. A Ragusa, annuncia il ministro Angelino Alfano, arrivano “i nostri migliori investigatori” e il responsabile del Viminale assicura che “ogni strada sarà battuta”. “Questo è un paese sereno, normale, un paese che all’ improvviso si riscopre fragile”, commenta il sindaco di Santa Croce Camerina, Franca Iurato. I genitori degli alunni che frequentano la scuola della piccola vittima hanno chiesto alla preside un servizio di vigilanza davanti ai cancelli, specie per chi deve lasciare i bambini in anticipo per recarsi al lavoro. Perché la paura dell’orco nel paese c’è. “Abbiamo paura – commentano dei ragazzini entrando a scuola – perché uno di noi è stato ucciso”. I suoi compagni di classe lo hanno ricordato con un mazzo di fiori sul banco dei pensierini. “Hanno scritto, hanno disegnato – dice la preside, Giovanna Campo – hanno reagito bene, penso che siano andati via abbastanza sereni”.

Reagisce anche Orazio Fidone, il cacciatore che ha trovato il corpo sentito come testimone per oltre 4 ore da polizia e carabinieri che gli hanno anche sequestrato l’auto: “Rifarei quello che ho fatto non una, ma cento volte”. “Ho ricevuto – rivela – la solidarietà di tutta la cittadinanza per lo stress al quale sono sottoposto da giorni, la gente mi chiama per sapere come sto, ma io sto bene, bisogna pensare a capire cosa è successo veramente”. E il giallo non è ancora risolto.

Malore per la compagna del nonno

La compagna del nonno di Loris Stival è stata colta da malore mentre si trovava davanti alla caserma dei carabinieri di S.Croce di Camerina. La donna è stata soccorsa da un’ambulanza e condotta in ospedale a Ragusa. L’uomo, particolarmente teso, ha intimato ai cronisti di allontanarsi immediatamente.

“Felice per il 10 in storia”

“Era felice Loris perchè il giorno prima aveva preso un 10 in storia”. Lo ha raccontato un compagno di classe del bimbo ucciso mentre oggi in classe nella scuola Falcone e Borsellino gli psicologi della Polizia e gli esperti della sezione minori della questura di Ragusa cercavano di far ‘elaborare’ la tragica notizia ai bambini. Non sono mancati i momenti toccanti come quando un altro ragazzino ha raccontato dei pomeriggi a giocare a pallone con Loris o quelli in cui insieme scorazzavano in bicicletta. Dei pomeriggi a casa Stival ha parlato un altro compagno di Loris che ha descritto i compiti e le merende insieme. Infine, sul banco del bambino è comparso un disegno fatto da un altro compagno: su un prato verde c’è Loris e sopra di lui l’arcobaleno. Sotto un messaggio a Gesù: “proteggi Loris”.


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Commenti

    RIPETO QUELLO CHE HO DETTO L’ALTRO GIORNO LA PRESIDE O CHI PER LEI DEVONO SOLO AVVERTIRE I GENITORI DEI MINORI CHE NON SI PRESENTANO A SCUOLA,NON PENSO SIA UNA VIOLAZIONE DELLA VITA PRIVATA AVVISARE SUBITO I GENITORI DI CHI NON VIENE A SCUOLA.SE LE INDAGINI PARTIVANO SUBITO FORSE SAREBBE CAMBIATO QUALCOSA.

    bastardi!…… come si fa a fare violenza su un bambino e poi ucciderlo……….

    Mio Dio, povero cucciolo innocente.
    Come si può assistere impotenti a tutto questo male?
    Che mondo è diventato questo nostro mondo?
    Non si possono più leggere queste notizie e queste leggi, questo stato, queste “punizioni” esemplari stentano sempre ad arrivare.
    Non ho mai lodato i paesi severi o che assimilano la pena di morte ma … adesso siamo tutti favorevoli.
    Riposa in Pace, tenero figlio di Dio.

    Quando i miei figli frequentavano la scuola superiore, al verificarsi dell’assenza dell’alunno in classe, la scuola tempestivamente inviava un messaggio al telefono;, perché non adottare tale metodo in tutte le scuole! !?

    da padre, sono due gironi che non ci dormo. purtroppo non posso che essere d’accordo con Vincenzo, in casi come questo non può esserci diritto o tutela. Se lo prendono, solo se si è sicuri però, occorrerebbe giustizia vera, non prevista dal nostro codice penale.
    La tentazione di farsela da sé la giustizia è forte, troppo forte, e pur credendo nel diritto non riuscirei a biasimare chiunque si facesse giustizia in un abominio del genere
    veglia su di noi piccolo angelo

    Carnefice ovunque tu sia, scappa.. E spera che i primi a trovarti siano le forze dell’ordine.

    ma perché non mi pubblicate mai

    Che infinita tristezza, povero piccolo. Riposa in pace tra gli angeli.

    Intanto i figli piccoli bisogna accompagnarli fin dentro la scuola, senza se e senza ma…soprattutto se manca la vigilanza! poi perché non si chiede a un gruppo di nonni pensionati di fare questo servizio a protezione dei piccoli, dove non arrivano le istituzioni? bisogna pensarci PRIMA a organizzare qualsiasi cosa quando c’è in ballo la sicurezza dei bimbi…

    E come si fa a gettare una neonata nella spazzatura? O come si fa a sciogliere un bambino nell’acido? Mi chiedo se questi eventi tremendi non siano il prologo a qualcosa di piú terribile.

    Io invece dico e spero che il primo a trovarlo sia essere il padre del piccolo.

    Povero ANGIOLETTO riposa in pace.

    Non ci sono parole per commentare un atroce delitto del genere, dico solo che ANDREA LORIS riposi in pace.
    Sono del parere che il metodo usato da un preside di una scuola superiore del mio paese sarebbe opportuno applicarlo in tutte le scuole, cioè dopo che nelle classi viene chiamato l’appello, il dirigente informa tutte le famiglie dei ragazzi assenti.
    Metodo molto semplice e corretto.

    Un’angelo e volato in cielo x colpa di un assassino che merita la pena di morte lentamente

    Ho scritto tante cose ,,, poi le ho cancellate ,,,, nn so cosa dire,, spero che Dio possa dare tanta forza alla mamma,,, e che dal cielo tenga tra le braccia un’altro angelo,,; si Andrea che tu possa riposare in pace

    piccolo,

    Povero bambino! speriamo solo che si faccia luce al più presto e che il colpevole venga preso. Riguardo alla prevenzione in futuro di casi simili, la prevenzione deve essere fatta su tutti i fronti e tutti devono prendersi le loro responsabilità, senza trovare attenuanti per se stessi e aspettarsi solo doveri dagli altri. I bambini vanno sorvegliati a vista, da tutti: in primis dalla famiglia e poi dal personale della scuola. E in quest’ottica bisogna accertarsi che i bambini effettivamente entrino a scuola e non solo accompagnarli nelle vicinanze e andare via di fretta. Il personale della scuola deve poi impedire che i bambini una volta valicato il cancello, possano uscire. e bisogna pure sorvegliare le uscite della scuola per evitare che malintenzionati si possano intrufolare dentro la scuola. Dopo di che, nell’era della tecnologia, si possono anche mandare questi sms o mail automatiche ai genitori e questo può essere di aiuto… di aiuto ma non risolutivo. Per me non è per niente detto che se fosse partito questo sms alla famiglia, il bambino si sarebbe salvato.

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