Anello ferroviario, si riparte | Al lavoro prevenendo i contagi - Live Sicilia

Anello ferroviario, si riparte | Al lavoro prevenendo i contagi

La posa del collettore fognario lungo via Roma, al di sopra della galleria dell'anello ferroviario (Foto: Cifi Palermo)

Firmato il protocollo per riaprire in sicurezza: controllo della temperatura, distanze e mascherine

CORONAVIRUS, PALERMO
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PALERMO – La paralisi dovuta al coronavirus non ha risparmiato cantieri cruciali per lo sviluppo di Palermo come quelli dell’anello ferroviario. L’opera è rimasta ‘ai box’ per almeno un mese, come tante altre, ma è già tempo di svolte: oggi vede la luce il protocollo per la riapertura dei lavori in piena sicurezza. La buona notizia fa il paio con un altro importante traguardo, la posa del collettore fognario all’incrocio fra via Roma e via Emerico Amari effettuata venerdì scorso dalla ditta incaricata dei lavori all’anello D’Agostino Costruzioni, in accordo col Comune di Palermo. Dopo attese e rinvii, l’incrocio dovrebbe riaprire entro la fine del mese.

Il protocollo anti-contagi da Covid porta le firme della D’Agostino, delle organizzazioni sindacali degli edili di Feneal, Filca e Fillea, e dell’organismo paritetico Panormedil Cpt. Le sigle fanno sapere di essere giunte al protocollo dopo una discussione con l’azienda sulle modalità relative alla fase 2, ovvero la riorganizzazione dei cantieri per la consentire la ripartenza del sistema produttivo del settore costruzioni. L’auspicio è che protocolli di sicurezza sulla stessa falsariga possano portare in breve tempo alla riapertura di altri cantieri.

Gli operai dell’anello ferroviario saranno controllati all’ingresso del cantiere da una figura preposta che misurerà loro la temperatura e chiederà l’autocertificazione, nella quale i lavoratori dovranno specificare di non essere stati a contatto con soggetti che hanno contratto il coronavirus. A tutti saranno forniti i dispositivi di protezione individuale. Saranno anche sanificati i locali, gli  spogliatoi e i dormitori, e inoltre sarà consentito solo l’uso individuale dei mezzi aziendali. Previste anche distanze di sicurezza, e l’accesso alla mensa avverrà in fasce orarie alternate per non creare assembramenti. Importante sarà il ruolo della Scuola edile Cpt, che avrà il compito di supportare l’impresa con cadenza settimanale consentendo un maggiore controllo e rispetto del protocollo.

“Sicurezza e organizzazione del lavoro diventano gli strumenti fondamentali per la ripartenza dei cantieri – dichiarano Pasquale De Vardo, segretario generale Feneal Uil tirrenica, Francesco Danese, segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani e Piero Ceraulo, segretario generale Fillea Cgil Palermo –. L’impresa D’Agostino, adottando il protocollo, è riuscita a riorganizzare il lavoro seguendo in maniera pedissequa i protocolli già sottoscritti il 14 marzo con Cgil, Cisl e Uil, quello sulle linee guida per i cantieri e il protocollo tra le parti datoriali e le organizzazioni sindacali nazionali. In questa fase – aggiungono i segretari – diventa strategico il monitoraggio delle disposizioni in materia di contenimento del coronavirus. In tal senso abbiamo predisposto una nota indirizzata alla Prefettura di Palermo che, con l’ultimo Dpcm del 10 aprile, è il soggetto preposto al controllo e al monitoraggio”. La preoccupazione è che la difficoltà nel reperire i dispositivi di protezione individuale possa “indurre qualche impresa a bypassare alcuni passaggi, inseguendo l’esigenza della riapertura”. Per questo i sindacati chiedono “accortezza: prima di riaprire i cantieri, le imprese si organizzino”.

Il protocollo però è solo un primo passo. All’orizzonte rimangono ostacoli da appianare: “Il percorso obbligatorio di messa in sicurezza potrebbe mettere in evidenza la difficoltà di interfacciarsi con le piccole imprese – spiegano De Vardo, Danese e Ceraulo – che per lo più hanno utilizzato gli ammortizzatori sociali. La preoccupazione è che le imprese non strutturate non siano in condizioni di poter ripartire. E quindi auspichiamo l’apertura di un confronto anche con le piccole e medie imprese”, concludono.

La posa del collettore invece ha risolto la convivenza fra quest’ultimo e la galleria dell’anello ferroviario, che passano entrambi sotto al trafficato incrocio in centro. La condotta proviene dall’impianto previsto nell’area dei cantieri navali e permetterà alle acque reflue di raggiungere piazza XIII Vittime e il già esistente sistema fognario Cala, per poi arrivare all’impianto di Porta Felice. “Immaginiamo la galleria come un parallelepipedo: le pareti erano già state realizzate, mancava il solettone cioè la copertura – spiega Roberto Di Maria, ingegnere e gestore della pagina Facebook Palermo in Progress che segue l’andamento delle opere più ‘calde’ –. Il collettore non intercetta la galleria ma ci passa sopra, così adesso la D’Agostino sta procedendo a realizzare il solettone senza intralci. In questo momento il cantiere più attivo è proprio quello che va da via Roma a via Riccardo Wagner – aggiunge – nonostante le difficoltà: chi lavora in un cantiere sa quanto può essere limitante la distanza di sicurezza anti-contagio, per non parlare del blocco delle forniture che ha provocato il blocco di molti altri lavori non solo relativi all’anello ferroviario”. Per questo Di Maria prevede comunque “un ritardo inevitabile di due o tre mesi per ogni cantiere”.


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Commenti

    Speriamo che con le nuove norme vengano usati sempre i dispositivi di sicurezza nei cantieri (anche quelli normali) e soprattutto che questa emergenza non faccia slittare di altri 5 anni, oltre quelli già slittati, la fine dei lavori… Ma a proposito con il collettore fognario come finì…?

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