PALERMO – Una settimana per stilare un nuovo cronoprogramma dei lavori, dando priorità a via Amari e a viale Lazio-via Sicilia. Fumata bianca dall’incontro in Prefettura fra il comune di Palermo e la Tecnis con all’ordine del giorno i cantieri dell’anello ferroviario: un appalto da 154 milioni di euro divenuto un vero e proprio incubo per l’amministrazione, alle prese con un braccio di ferro continuato nonostante la nomina di un amministratore statale.
I cantieri sono in ritardo, la città è sventrata e residenti e commercianti esasperati e il rischio è che la situazione non migliori: Rfi e Italferr hanno infatti detto a chiare lettere a Palazzo delle Aquile che non ci sono le condizioni previste dalla legge per la rescissione del contratto. L’unica strada è il dialogo con il colosso catanese. “Noi abbiamo ribadito che non bastano più gli impegni informali, serve un cronoprogramma preciso e messo per iscritto – dice il vicesindaco Emilio Arcuri – la comunità sta soffrendo per il fatto che le cose non vanno come dovrebbero, specie in viale Lazio, in via Sicilia e in via Amari. Serve un incremento immediato delle lavorazioni e una data certa entro cui completare i lavori, il che deve avvenire il prima possibile”.
La Tecnis, dal canto suo, si è mostrata aperta al dialogo ed entro una settimana dovrebbe stilare il programma dei lavori. In ballo ci sono però anche riserve per oltre 40 milioni di euro: il contratto prevede la consegna simultanea di tutte le aree di cantiere, ma questo paralizzerebbe la città. “Ci sono già 15 mesi di ritardo solo su via Amari – precisa Arcuri – bisogna privilegiare quest’area e quella di viale Lazio e via Sicilia, tutto il resto passa in secondo piano”.

