Anello: "Scoma candidato autorevole per la città di Palermo"

Anello: “Scoma candidato autorevole per la città di Palermo”

Alessandro Anello
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Commenti

    l’importante che sia onesto , che abbia a cuore la citta’ e non la poltrona .

    Anello ma cosa c’è di autorevole in quello che dice. I palermitani veri non voteranno mai per un leghista per giunta palermitano. Ma un minimo di dignità e orgoglio voi “sudditi leghisti palermitani” lo avete. Mai voteremo lega a Palermo. Veramente triste vedere questi palermitani scesi così in basso.

    POLITICO DI PROFESSIONE CAPIRA` I BISOGNI DELLA GENTE? SAPRA ` GESTIRE UNA CITTA COME PALERMO? HO I MIEI DUBBI…

    @Franca. Parlate per voi!

    Non era lui assessore alla regione quando ci fu’ quell’onda di assunzioni alla negli enti di formazione?

    Anello: ennesimo personaggio in cerca d’autore!

    TRA LUI E MICCICHE’ NON SO CHI E’ IL MEGLIO E CHI IL PEGGIO

    Abbiamo strenuamente bisogno , aneliamo , ad un anello di congiunzione fra i pollitici ed
    i cittadini . L’idea di roberto sarebbe già un’ottima scrematura , i candidati , si conterebbero
    nelle dita di una mano , infatti sarebbe difficilissimo trovarli !!!!!!!!!!

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Niente di nuovo, né la salsiccia, né Vladimiro portano ottimismo anche se dall'altra parte c'è un signore vicino agli 80 che vuole, sempre vuole, fortissimamente vuole essere ricandidato. Quasi quasi, speriamo che ce la faccia. Ma questi sarebbero capaci di perdere anche con Schifani.

Fare i conti senza l'oste Più che grandi manovre, sembra un meccanismo di legittimazione biunivoca: la coalizione sostiene il presidente, il presidente sostiene il sindaco, il sindaco riconosce il buon operato del presidente e, alla fine, tutti certificano che loro stessi e i propri compagni di coalizione hanno lavorato bene. Ma sulla base di quali indicatori? Una volta si diceva, provocatoriamente, “piove, governo ladro”; oggi sembra che chi governa voglia far valere il principio opposto: “guerra, governo assolto”. Le crisi internazionali esistono e pesano, ma non possono diventare l’alibi permanente per tutto ciò che non funziona. Giudicato e giudicante devono essere distinti: i politici amministrano, i cittadini giudicano. E giudicano sui risultati, non sulle attestazioni di merito che i governanti si attribuiscono. Sanità, strade, acqua, rifiuti, trasporti, lavoro, servizi, qualità della vita, corruzione e criminalità sono gli indicatori veri. Se su questi fronti i problemi restano evidenti, proclamare di avere lavorato bene rischia di apparire più come un’autocertificazione che come una valutazione fondata sui fatti. E quando questa autocertificazione è troppo distante dalla realtà vissuta dai cittadini, può essere percepita come una presa per i fondelli e produrre un effetto boomerang. Il giudizio vero arriverà con il voto: la riconferma non si autocertifica, non si concede tra alleati e non si scambia. Si conquista sui risultati. Altrimenti significa, appunto, fare i conti senza il cittadino.

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