La turbativa nella turbativa. Scontro per l'appalto: vince Cuffaro

L’appalto e la turbativa nella turbativa. Due blocchi all’Asp, si impose Cuffaro

Nella foto Mauro Marchese e Marco Dammone arrivano all'Ars
Oggi primi interrogatori sulla gara all'Asp di Siracusa

PALERMO – Una turbativa nella turbativa per pilotare l’appalto. Due blocchi di potere, un solo vincitore: Totò Cuffaro. Alla fine sarebbe andata a finire come aveva deciso l’ex presidente della Regione, facendo contento anche Saverio Romano. Questa, in sintesi, l’ipotesi della Procura di Palermo sulle manovre oscure attorno alla gara da 20 milioni di euro, bandita dall’Asp di Siracusa.

È l’argomento su cui sono incentrati i primi interrogatori fissati a partire dalle 9:30 di oggi, martedì 11 novembre. Il giudice per le indagini preliminari Carmen Salustro ha convocato otto dei diciotto indagati. Per tutti la Procura di Palermo chiede gli arresti domiciliari.

La vicenda da scandagliare riguarda l’aggiudicazione della gara di appalto per ausiliarato/supporto e reception dell’Asp di Siracusa alla Dussmann Service.

I primo otto interrogatori

Saranno interrogati il “facilitatore” Ferdinando Aiello (53 anni di Cosenza), Marco Dammone (palermitano, 51 anni, funzionario commerciale della Dussmann), Mauro Marchese (65 anni di Napoli, rappresentante legale Dussmann), Paolo Bordonaro (di Canicattini Bagni, 59 anni, direttore dell’ospedale Umberto I di Siracusa, e commissario di gara), Giuseppa Di Mauro (Lentini, 60 anni, dirigente amministrativo provveditorato Asp di Siracusa e responsabile unico del procedimento), Vito Fazzino (53 anni di Siracusa, dove è Bed manager dell’Asp, componete della commissione aggiudicatrice), Paolo Emilio Russo (62 anni, di Catania, dirigente amministrativo del presidio ospedaliero Avola-Noto e pure lui commissario di gara ), Sergio Mazzola (61 anni, di Belmonte Mezzagno, imprenditore del settore delle pulizie). Nella foto Mauro Marchese e Marco Dammone arrivano all’Ars.

Cuffaro e l’appalto a Siracusa

A settembre 2024 la gara fu aggiudicata alla Dussmann, ma per ricostruire la vicenda bisogna partire dal precedente mese di febbraio. “Senti ti volevo chiedere una cortesia o se possibile fissare un incontro magari quando prossimamente io sarò su Palermo ma sono anche su Roma…”, dice Marchese a Vito Raso, uno dei fedelissimi di Cuffaro.

È l’incipit della vicenda. L’incontro avviene a casa Cuffaro: “Adesso abbiamo partecipato anche ad una gara interessante sull’Asp di Siracusa… 2024… reception… portierato… ausiliariato… dieci milioni all’anno… in pratica per due anni… esatto… e questa è una cosa sulla quale noi stiamo partecipando e speriamo di poter presentarci a Caltagirone… di essere in qualche modo sostenuti per questa cosa…”, dice Marchese a Cuffaro.

Dopo poco il tono di Marchese si fa confidenziale: “…Totò noi quello che possiamo fare… in pratica sul territorio… occupazionalmente dà dei riscontri… se ci fosse un’opportunità di questo genere sicuramente…”. Cuffaro recepisce: “… perché io in settimana parlo personalmente con chi… Alessandro… (Caltagirone ndr)”.

In cambio Marchese avrebbe potuto offrire numerose “opportunità occupazionali” sul territorio. Insomma, posti di lavoro e con essi consenso elettorale per Cuffaro e la Democrazia Cristiana di cui è segretario nazionale.

“Abbiamo 4mila Pip…”

“Mauro Pantò (non è indagato nell’inchiesta ndr) ha quattromila persone, ha preso tutti i Pip ora… un giorno te lo voglio presentare, perché magari se avete interesse che in un posto arrivino persone, ve le faccio mandare”, diceva Cuffaro a Dammone e Marchese. Il leader della Dc era interessato alla sorte di due lavoratori part-time della Dussman. “Sono due persone che hanno 14 ore, vorrebbero aumentare un po’ di ore. Dagliene due, quattro in più”.

La richiesta sarebbe arrivata da Mauro Pantò, presidente della Sas, la più grande partecipata della Regione siciliana. Farmacista e imprenditore, Pantò è stato il primo dei non eletti nella Dc alle ultime elezioni regionali.

Marco Zambuto (anche lui non risulta indagato), compagno della figlia di Cuffaro, nel maggio 2024, contattò il presidente della Sas per comunicargli che l’incontro con la Dussmann era stato fatto.

Gli incontri a casa Cuffaro si ripetono. Il segretario nazionale della Democrazia Cristiana chiede informazioni: “… ma chi la vince… chi fa il ribasso… tipo il prezzo migliore?…”. La commissione avrebbe effettuato una valutazione sia tecnica che economica con un peso finale rispettivamente del 70 e del 30%.

Marchese spiega che “… l’unico requisito per essere chiari inter nos e che se noi dobbiamo solo utilizzare il subappaltatore”. La scelta sarebbe caduta su Mazzola che, secondo la Procura di Palermo, sarebbe stato sponsorizzato dall’onorevole Saverio Romano. “Intanto speriamo che vincete la gara… se poi… c’è bisogno di un subappaltatore si troverà nel senso la potete fare voi non sono qui a dirlo…”, aggiunge Cuffaro.

Cuffaro, l’appalto e la nomina: “A Siracusa è Saverio”

A casa Cuffaro, ma a Mondello, un giorno arriva Caltagirone. E pure Aiello, che dialogando con il segretario della Dc tira in ballo “Saverio”, a cui associa l’aggettivo “sfuggente”. “…a Siracusa… è Saverio…”, dice Cuffaro che spiega: a decidere le sorti della gara era un suo “amico”, nonché “uomo di Saverio… totale”, per la cui nomina lo stesso Cuffaro si era speso. Per la Procura stanno parlando di Saverio Romano e Alessandro Caltagirone. Aiello è parecchio interessato a Dussmann soprattutto per il business delle Residenze per anziani.

Il secondo fronte

Le intercettazioni dei carabinieri del Ros hanno aperto un secondo fronte. I progetti di Cuffaro e della Dussmann all’Asp di Siracusa ad un certo punto rischiano di essere messi in crisi dall’intervento del direttore sanitario, Salvatore Madonia.

“…ora vedo Madonia… non so… mi ha detto di salire su… dal direttore generale… non so se è per questo o per altre cose…. forse per quell’altra cosa che stiamo facendo insieme…”, dice Russo a Bordonaro. L’incontro avviene. “…vai tranquillo… vedi chi c’è in bagno…”, dice Madonia a Russo invitandolo a spostarsi in un luogo più riservato. Lo spyware intercetta poche parole a distanza, evidentemente Russo non ha portato il cellulare con sé in bagno: “… tutti pari della Dussmann…” ; “…sono venuti i rappresentanti di tutti… Dussmann… quelle altre due…”; “…e non sappiamo se vince Dussmann”.

A questo punto entrerebbe in gioco Di Mauro, presidente della Commissione di gara: “… dobbiamo essere tutti e tre per ora… non deve parlare nessuno… neanche al fratello o al figlio… perché praticamente già… io già ieri o l’altro ieri c’era… che Pfe e Dussmann”.

La valutazione tecnica dell’appalto

Pfe sarebbe la società che doveva essere favorita. I commissari vengono intercettati mentre assegnano i punteggi per la valutazione tecnica alle offerte: “… nel punto nove” bisogna mettere “zero otto” al posto del “zero nove”, penalizzando Dussmann.

Il 30 luglio, alla vigilia dell’apertura delle buste, il direttore generale Caltagirone comunica al presidente Di Mauro che bisogna rinviare la gara. “… perché tutte le ditte l’hanno saputo e si sono messe a correre… a parte il fatto che hanno fatto girare certe voci… cioè praticamente c’è qualcuno che… non so… ci sono degli occhi nascosti che… vedono ogni passaggio… ti dicono delle cose che sembra che ti stanno spiando… vorrei capire come escono queste cose…”, racconta Di Mauro.

La graduatoria finale per la parte tecnica vede Pfe piazzarsi prima con 70 punti e Dussmann seconda con 69,74. Il 24 settembre vengono aperte le buste con l’offerta economica. Dussmann ha proposto un ribasso maggiore e vince: 17 milioni con un ribasso del 15% contro 17 milioni e mezzo di Pfe con un ribasso del 12,50%. “Colpo di scena… ragazzi Pfe non ce l’ha fatta…”, dice Di Mauro.

“Ha fatto l’autogol”

Qualche giorno dopo gli investigatori intercettano una telefonata. “Non mi raccontare niente di Giuseppina… va bene? Però ha fatto l’autogoal… è stata una… cogliona – racconta una persona, la cui identità è coperta da omisiss, a Russo – perché appunto lei ha fatto tutto il possibile per far vincere nel progetto tecnico con zero virgola… con zero virgola differenza rispetto Dussmann, zero virgola… no un punto e mezzo/due… no cinque dieci punti che è una dichiarazione forte… ma con zero virgola… ecco la cogliona allora tu non stai aiutando Pfe… l’hai… gliel’hai messa nel culo… perché l’hai ammazzati… hai legittimato che il progetto di Dussmann è buono… sapevamo tutti che c’era qualcuno che aiutava Pfe e sappiamo chi… mi sono preso la pacca sulle spalle… perché hai fatto arrivare prima la Pfe…” . Ma il ribasso aveva ribaltato l’esito della gara. Cuffaro avrebbe avuto la meglio nella gestione dell’appalto. Oggi i primi interrogatori. Alcuni hanno già risposto al gip.


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