PALERMO – E adesso spuntano i privati. La procedura è “riservata”. Ma la notizia è trapelata ugualmente. Una cordata di aziende è pronta a prendere il posto di Acque potabili siciliane. E si è impegnata a garantire il posto di lavoro dei 210 dipendenti della società che finora ha gestito il servizio idrico in decine di Comuni del Palermitano.
Le aziende in questione non sono siciliane. Si tratta della “Euro Mec srl” per conto della Sea spa e della Enit group srl. Si tratta di società con sede legale a Milano e nel Bresciano. Come detto, la “manifestazione di interesse”, seguita per conto delle società dall’avvocato amministrativista Giuseppe Ribaudo, è stata presentata oggi, a Palazzo Comitini, nelle mani di Domenico Tucci, commissario della Provincia di Palermo, ma anche commissario straordinario dell’Ato 1 di Palermo.
La manifestazione di interesse riguarda la gestione del servizio in 52 comuni della provincia, in via provvisoria, per i prossimi dodici mesi. Adesso, questo atto verrà trasmesso dal commissario Tucci al governo regionale, che dovrà decidere cosa fare. Al momento, però, le intenzioni dell’esecutivo sembrano andare in tutt’altra direzione.
A gestire la fase transitoria, infatti, dovrebbe essere l’Eas. Un’ipotesi che però ha già suscitato qualche dubbio di legittimità. Come è noto, infatti, da molti anni l’Eas è un ente in liquidazione, oltre che afflitto da problemi non solo di natura economica.
La Regione in realtà avrebbe vagliato anche altre soluzioni: dall’Amap a Caltaqua, ovvero l’equivalente dell’Aps di Caltanissetta, oppure Girgenti Acqua, cioè quello di Agrigento, o ancora Siciliacque. Palazzo d’Orleans non ha ancora formalizzato la sua scelta, ma sembra che quella dell’Eas sia la strada più concreta trattandosi di un soggetto pubblico e non di una società privata partecipata. Ma adesso, sul tavolo c’è anche la proposta dei privati.

