PALERMO – “Aspè… ora ti do un pezzettino di carta… tieni qua… mettiti questo coso nella tasca e poi te lo leggi… levati qua per ora…”. Pietro Formoso infila la mano nella tasca dei pantaloni e passa un foglietto all’avvocato Alessandro Del Giudice. Il legale ha fatto da cerniera fra l’uomo arrestato oggi per mafia e i suoi uomini? Si è occupato degli affari di Formoso, considerato il boss di Misilmeri?
Le intercettazioni sono dell’ottobre 2014. La posizione dell’avvocato è ancora al vaglio della Procura della Repubblica. I colloqui sono stati registrati nel carcere Pagliarelli dove Formoso era allora detenuto.
Quest’ultimo chiede al legale informazioni su altri detenuti: “… Salvino se n’è andato? … il boss non è uscito? sempre qua Salvino è?… e l’altro amico tuo… il signor Francesco?…”. Secondo i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria e i carabinieri, sta parlando di Salvatore Sorrentino e Francesco Colletti, volti conosciuti alle cronache giudiziarie che – è Del Giudice a informare Formoso – stanno scontando una condanna nel cercare di Benevento. “…peccato che se n’è andato perché dovevo dirgli una cosa… diglielo al signoo… Colletto – dice Formoso – e io ci posso mandare una cosa a questo… vorrei mandargli a dire… fargli un conto… un conto economico…”.
Nell’ordinanza di custodia cautelare il giudice per le indagini Nicola Aiello scrive che “il diverso rapporto esistente tra l’avvocato Del Giudice e Formoso trovavano un definitivo riscontro nel diretto coinvolgimento del legale nelle attività criminali del suo assistito. “… lui mi serve solo per cose tecniche non mi serve per altro…”, dice Formoso che sempre nel 2014 sollecita il legale affinché si prodigasse per recuperare alcuni crediti: “… poi mi devi sbrigare un’altra… mi deve dare seimila euro perché era una cosa di seimila euro…”.
Formoso chiede al legale di coinvolgere Giacomo Teresi, uomo di Corso dei Mille, già condannato per mafia, per recuperare i soldi. Aveva comprato una fornitura di champagne, ma ritenendola di scarsa qualità pretendeva la restituzione del denaro. In effetti la notizia arriva a Teresi. Ed è anche per questo che la posizione del legale è al vaglio dei pm coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca.

