Arrivano i verbali dei pentiti | Slitta la requisitoria del processo - Live Sicilia

Arrivano i verbali dei pentiti | Slitta la requisitoria del processo

La Procura di Caltanissetta ha ottenuto l'ok dalla Corte d'assise ad ascoltare i due collaboranti.

Borsellino Quater
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CALTANISSETTA – Al processo Borsellino quater che si svolge a Caltanissetta, è nuovamente slittata la requisitoria dei pm perché dovranno prima essere ascoltati i pentiti di ‘ndrangheta Antonino Lo Giudice detto “Il nano” e Consolato Villani. La Procura nissena ha chiesto questa mattina alla Corte d’assise – che ha dato il proprio assenso – di ascoltare i due collaboranti; una decisione che i magistrati hanno preso dopo aver appreso che la Procura di Palermo ha trasmesso ai colleghi nisseni alcuni verbali di interrogatorio degli stessi Villani e Lo Giudice. In questi interrogatori Lo Giudice ha rivelato che nella strage di via D’Amelio sarebbe coinvolto il poliziotto Giovanni Aiello, conosciuto come “Faccia da mostro”, su cui c’è anche l’ombra del sospetto di un suo ruolo nella trattativa Stato-mafia. Lo Giudice avrebbe saputo questo in carcere da Pietro Scotto, il quale stava rivelando tutto a un certo Lo Presti della famiglia mafiosa palermitana di San Lorenzo. Villani, invece, avrebbe parlato di rapporti tra lo stesso Lo Giudice e Aiello. In apertura di udienza, inoltre, gli avvocati Flavio Sinatra e Cristina Alfieri, legali di Salvo Madonia e Vittorio Tutino, hanno chiesto al presidente della Corte Antonio Balsamo di astenersi dal trattare il processo visto che il magistrato ha anche presieduto l’Assise del processo Capaci bis (chiuso con la condanna di Madonia e l’assoluzione di Tutino) e non è stata depositata la motivazione di quella sentenza. Su questa richiesta la Corte deciderà successivamente. Lo Giudice e Villani verranno sentiti nelle udienze fissate per il 19 e il 20 ottobre nell’aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta. Oltre a Tutino e Madonia, che rispondono di strage, sono imputati per calunnia anche Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Calogero Pulci.

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Commenti

    Che tristezza vedere la giustizia pendere dalle labbra di pseudo collaboratori di giustizia che poi cambiano versione e si scopre che quello che dicono non si base su prove ma solo su dichiarazioni

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