Sicilia, il voto segreto come prova di fedeltà al governo: l'azzardo

Il voto segreto come prova di fedeltà al governo, l’azzardo nel centrodestra

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Commenti

    Prepariamoci all’ennesima pagina di cabaret. Se Schifani arriva al voto con la protervia che lo caratterizza, in aula la legge non passerà. Se invece andrà in aula con qualche piatto di lenticchie, forse…. In ogni caso sarà l’ennesima pagina rappresentativa dello squallore di cui è capace il parlamento siciliano. Cabaret? Certo perché le parole di Pace tali sono e tali restano, chi vuoi che si dimetta in caso di bocciatura?

    Sciogliere il governo ed elezioni anticipate..

    Come dare torto all’onorevole Pace, se non fosse che lui chiama acrobazia del Pd, partito saldamente all’OPPOSIZIONE, l’eventuale richiesta del voto segreto su una norma che vuole abolire il voto segreto. Per il resto tutto bene, tranne due refusi: nel pezzo la parola MAGGIORANZA una prima volta diventa “l’Aula”, e una seconda volta “questo Parlamento”. Messa al posto giusto la parola maggioranza, si può correttamente interpretare il pensiero dell’onorevole Pace: “La maggioranza dia prova di maturità, trasparenza e sensibilità istituzionale con un voto consapevole che metta fine ai giochetti e agli inciuci sulla pelle dei siciliani, se invece il voto segreto sarà confermato (probabilmente col voto segreto), con tutto ciò che ne consegue in termini di credibilità di questa maggioranza e dei suoi rappresentanti, chiediamoci, tutti insieme, se esistano ancora i presupposti per il prosieguo della legislatura”.
    Per non dimenticare chi sta al governo e chi all’opposizione. E dove stanno più o meno infrattati i franchi tiratori.

    Potrebbero inserire il voto palese specifico su provvedimenti di legge ben precisi, come la finanziaria e mantenere il voto segreto sulle altre leggi . Potrebbe essere il giusto compromesso.

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Leggendo i tanti interventi di solidarietà alla Sicily by Car e al suo fondatore, non mi pare che qualcuno abbia fatto caso all'affermazione di Tommaso Dragotto: “Sto pensando a una vigilanza armata per difendere la mia società e soprattutto le persone che ci lavorano”. Non è accettabile in un paese democratico che il cittadino si armi, o che sia costretto a farlo, per difendere sé, i suoi beni e chi lavora in ditta. In un paese democratico non vogliamo che circolino polizie private in armi. In un paese democratico lo Stato deve provvedere alla difesa del cittadino abbiente e del poveraccio. Quindi, il messaggio è che la chiusura anticipata dei locali e l'accensione di altre 60 telecamere non risolvono un bel niente. Ci vogliono uomini di qualità e denari, tanti denari per vedere un altro film.

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