Asse Albania - Catania |La rotta della marijuana

Asse Albania – Catania |La rotta della marijuana

Asse Albania – Catania |La rotta della marijuana

I pagamenti dovevano avvenire  in anticipo. Le somme di denaro, anche 200 mila euro alla volta, venivano spediti con un bus di linea.

CATANIA – Per la prima volta non ci sono intermediari: la marijuana arrivava direttamente dall’Albania. La Squadra Mobile è riuscita a rintracciare una rotta della droga che non ha basisti in altre parti d’Italia. E’ questo a livello investigativo è la prima volta a Catania. Si è riuscito quindi a ricostruire il rapporto diretto tra i fornitori albanesi e le tre organizzazioni criminali catanesi dedite al traffico di stupefacenti. “Non c’è un passaggio con la Calabria, – ha affermato Salvago, dirigente della Mobile –  il gruppo criminale era in collegamento diretto con un’organizzazione albanese che riusciva a garantire ingenti carici di marijuana”. Dall’Albania a Catania senza intermediari, insomma. “E pensiamo che questa organizzazione servisse a rifornire altre zone italiane e non solo Catania”.

Il rapporto di approvigionamento è risultato stabile e consolidato. L’organizzazione ha investito ingenti capitali per l’acquisto di grosse imbarcazioni d’altura, affidate ad appositi equipaggi, che di volta in volta trasportavano droga dall’Albania fino a Catania. In alcune circostanze sono stati utilizzati natanti messi a disposizione dai narcotrafficanti. E due di queste, anzi tre, sono state rintracciate prima dell’approdo ai porti etnei e sono state sequestrate con tutto il carico: oltre 4 tonnellate di stupefacente.

L’indagine è stata delicata e articolata. Intercettazioni video, radio e ambientali. Un lavoro certosino quello degli investigatori della Narcotici della Mobile. Però il lavoro di mesi, poteva essere messo a rischio. Il pericolo di fuga degli indagati era concreto. E per questo la Procura di Catania guidata dal Procuratore Giovanni Salvi ha emesso il provvedimento di fermo nei confronti dei 16 trafficanti di droga che operavano nell’asse Albania – Catania. Fabrizio Nizza e il luogotenente Davide Seminara stanno vuotando il sacco e a San Cristoforo e Librino la tensione tra gli spacciatori legati alla famiglia Santapaola è alle stelle. E nelle mani della polizia e degli investigatori c’era il segnale concreto che potessero allontanarsi per sfuggire alla cattura. Un sospetto reale se si pensa che oggi cinque sono irriperibili, anche se uno era già latitante da tempo e uno dovrebbe essere in un carcere albanese. La polizia sta eseguendo le dovute verifiche in merito.

L’indagine che ha portato al fermo di Vincenzo Catania, di 47 anni; Francesco Giovanni La Spada, di 40; Fabio Magrì, di 36; Alfio Giuseppe Costanzo, di 58; Giuseppe
Costanzo, di 21; Piero Giuffrida, di 32; Giuseppe Grasso di 37; Antonino
Morabito, di 43; Rocco Morabito, di 39; Concetto Di Mauro, di 38; Salvatore Mirabile, di 59 si è dipanata in un arco temporale che va da maggio del 2013 a ottobre del 2014 ed hanno evidenziato l’esistenza di tre gruppi criminali che operano nelle piazze di spaccio di Catania tra Librino, San Cristoforo e Picanello. Anche se il fatto di aver sequestrato 13 mila euro a casa di Magrì fa presumere come l’attività illecita è ancora in corso, e come il 36enne potesse rivestire anche il ruolo di “cassiere” visto l’ingente somma che teneva in casa.

I trafficanti albanesi si sarebbero avvalsi di emissari inviati a Catania: soprattutto per concordare il pagamento dello stupefacente “che doveva essere anticipato – ha detto il pm Antonella Barrera. “E si parla – ha aggiunto il magistrato – di somme che sfioravano anche i 200 mila euro”. Il pagamento era spedito in busta chiusa ed affidato ad un bus privato che si recava in Albania. In un’occasione è stato intercettato – anche tramite telecamere video – Altin Ramolli, autista di un autobus di linea Sicilia – Albania, a cui veniva consegnata una busta con il denaro. L’albanese oltre ad incassare i soldi per la partita di droga faceva arrivare periodicamente ai catanesi schede e cellulari puliti con cui tenere i contatti.


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