CATANIA – Il sistema imprenditoriale siciliano chiude il 2025 (dati aggiornati al 19 dicembre e quindi non ancora consolidati) con un bilancio in netta controtendenza con l’anno precedente, ovvero con un saldo nettamente positivo.
Assoesercenti, aumento delle imprese
Nell’arco dell’anno si è registrato un aumento complessivo di oltre 4.300 imprese. Occorre, comunque, attendere i dati di chiusura di fine anno per avere dei dati definitivi, poiché è risaputo che molte imprese attendono il 31 dicembre per eseguire la comunicazione di chiusura e cessazione. Resta comunque il fatto che i più importanti settori registrano nel 2025 un saldo negativo, con il settore del commercio che continua a rappresentare l’anello più fragile dell’economia regionale.
È quanto emerge dall’analisi condotta dal Centro Studi di Assoesercenti, sulla base dei dati di Infocamere, che fotografa un quadro negativo nei settori più rappresentativi dell’economia siciliana, nonostante l’aumento delle nuove iscrizioni e la diminuzione delle cessazioni.
Commercio e agricoltura risultano i comparti maggiormente colpiti, ma segnali di difficoltà arrivano anche dall’industria e dal turismo, entrambi interessati da un ridimensionamento significativo.
I tre ambiti
Nel corso del 2025, oltre il 22% delle nuove attività imprenditoriali si concentra in tre ambiti: commercio, edilizia e agricoltura. L’agricoltura, in particolare, registra un incremento delle iscrizioni di oltre il 5,6%, ma chiude comunque l’anno con una perdita netta di oltre 1.489 imprese.
Il commercio, nonostante registri comunque un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni di 3.200 imprese, mostra una riduzione delle cessazioni rispetto al precedente anno (2024) di oltre il 36%, a fronte di un numero di iscrizioni pressoché uguale (nel 2025 si registra +1% rispetto al 2024).
In crescita anche la natalità del settore industriale (+13.62% rispetto al 2024), mentre nel turismo le chiusure sono crollate del 30% rispetto all’anno precedente.
Dal punto di vista territoriale, Catania e Palermo rappresentano le province con il maggior numero di nuove imprese avviate, ma anche quelle con il più alto numero di cessazioni, che incidono per oltre un terzo del totale regionale. Comunque, con i dati aggiornati al 19 dicembre, Catania e Palermo registrano un saldo complessivo, tra iscrizioni e cessazioni, positivo.
Non arrivano, comunque, segnali positivi da nessuno dei principali settori economici in Sicilia. Il dato complessivo, che comunque ad oggi mostra segnali positivi nel rapporto tra iscrizioni e cessazioni, proviene dalle imprese che, seppur iscritte in Camera di Commercio, non hanno dichiarato l’inizio attività e il settore economico su cui operare.
Politino: “Segnali incoraggianti”
“Il dato complessivo del 2025 – commenta il presidente di Assoesercenti, Salvo Politino – mostra segnali incoraggianti rispetto all’anno precedente, ma va letto con grande prudenza. Il saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni, infatti, non riflette ancora una reale ripresa del sistema produttivo siciliano, perché i settori economici fondamentali continuano a registrare risultati negativi”.
“Commercio, agricoltura, industria e turismo – prosegue Politino – restano in sofferenza, nonostante una riduzione delle chiusure in alcuni comparti. Il miglioramento che emerge dai dati parziali è in larga parte legato a imprese iscritte in Camera di Commercio che non hanno ancora dichiarato l’avvio dell’attività o il settore economico di riferimento.
Questo significa che il tessuto imprenditoriale reale continua a essere fragile. È un segnale che non può essere ignorato: senza interventi strutturali, il rischio è quello di trovarci di fronte a una crescita solo apparente, che non si traduce in occupazione, investimenti e sviluppo reale dei territori. Il commercio, in particolare, resta l’anello più debole dell’economia siciliana e necessita di politiche dedicate”.

