Assunzioni e dirigenti, Grasso:| "Recepiamo una norma nazionale"

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Commenti

    Ma se la norma nazionale esiste dal 2001 e sono stati stanzianti solo €.200.000,00, cioè meno di due trattamenti retributivi dirigenziali, perchè la norma verrebbe recepita solo ora e sarebbe capace di far fronte ai problemi di personale della Regione, tanto da essere definitiva la prima norma assunzionale dopo il blocco in essere dal 2008?
    Forse qualche chiarimento darebbe necessario, anche al fine di comprendere quali siano queste incredibili professionalità inesistente tra ben 1.800 dirigenti.
    Le uniche che vengono in mente sono l’ASTRONAUTA e lo CHEF A SETTE STELLE!!!
    Si prepara forse l’Agenzia Spaziale Siciliana e l’Accademia del Gusto Siculo?

    Quanto alla possibilità di conferire incarichi dirigenziali a soggetti di particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nell’Amministrazione, nella misura dell’8 per cento della dotazione organica, questa è perfettamente mutuata dal Testo Unico del pubblico impiego.

    Guarda caso il governo Crocetta, ha trovato sempre all’esterno professionalità non rinvenibili dentro la Regione, senza mai fare una esatta ricognizione di quanti oltre a lauree con 110 e lode ed esperienze in diversi settori avessero pure dei master universitari di 2 livello conseguiti con 110 e lode, proprio nelle materie in cui venivano assunti al soglio della dirigenza generale , mediocri dirigenti delle aziende provinciali/comunali per il turismo ! Ci vogliono selezioni effettive con bandi pubblici, non riunioni segrete per trovare quello più raccomandato da più partiti!

    Basta riqualificare il personale esistente.

    L’assessore Grasso ha dimostrato coni fatti di essere una persona valida ed una risorsa importante per la Sicilia. Questo attacco concentrico alla sua persona, approfittando peraltro di una norma più che nota ed esitata in commissione, sembra il tentativo di liberarsi di lei per indebolire il governo Musumeci. Speriamo che il Presidente e la maggioranza, non cadano in questo trappolone.

    Alle opposizioni in particolare al pd non interessa creare posti di lavoro è lo ha dimostrato già da sempre..

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

L'assessore forse abita in Emilia. Posso tranquillamente affermare che migliaia di persone dirottate a Palermo, hanno preso qualunque mezzo pubblico per avvicinarsi a casa e poi quando possibile hanno chiesto a qualche vicino di disgrazia, un passaggio. Tanta gente dirottata a Palermo hanno ricevuto un allargamento di braccia come risposta. Poi i treni in Sicilia fanno ridere al punto che sarebbe il caso di eliminarli, che così non si dica che in Sicilia abbiamo la ferrovia. Assessore si svegli e venga in Sicilia, invece di stare in Emilia.

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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