Autonomia differenziata, che rischi: il Sud ha energie per ripartire

Autonomia differenziata, quanti rischi: ma il Sud ha le energie per ripartire

Laura Abbadessa
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Commenti

    Ottimo articolo, che fa riflettere. Quindi, un plauso alle testate giornalistiche che non si limitano ai meri fatti di cronaca, e cercano invece di sviluppare temi di qualità, che per la loro portata dovrebbero interessare tutti noi.

    Nel merito, va detto che il divario Nord-Sud è, a mio avviso, prettamente culturale e che un Sud più efficiente, votato ad un progresso organico e strutturato, potrà essere raggiunto solo nel momento in cui la Scuola e la famiglia, i due pilastri fondamentali della nostra società, avranno inculcato i valori di una collettività virtuosa. Vale a dire che un piccolo sacrificio quotidiano dell’individuo è indispensabile per il beneficio ed il progresso di ciò che è pubblico, e quindi di tutti. Serve dunque una nuova cultura del fare, del rischiare, del non voltarsi dall’altra parte, una cultura di coraggio che rinneghi il “fanno tutti così”, che sconfessi il giustificazionismo di qualsiasi atto ed il disfattismo di chi per primo si comporta in modo incivile. Nel Sud spesso manca la certezza della colpa, prima ancora della certezza della pena. Ma anche le istituzioni governative locali hanno un ruolo fondamentale: devono offrire servizi adeguati e città sempre pulite, sanzionando con multe certe chi non segue le regole. Proprio per togliere ogni alibi di comodo ai tanti cittadini che usano le inefficienze pubbliche come paravento per le proprie malefatte. Le istituzioni hanno il dovere di educare i cittadini alla virtù ed alla bellezza, che porterebbero altra bellezza ed altro progresso. La strada è lunga ma a senso unico. L’alternativa sarebbe solo un’Italia sempre meno coesa e, forse, un giorno nemmeno più unita.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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