Autostrada Palermo-Catania chiusa al traffico per otto ore

Autostrada Palermo-Catania chiusa al traffico per otto ore

Commenti

    Interrompere la fruizione di una strada pubblica, creando disagio all’intera popolazione per girare un film, e’ letteralmente un abuso ed un affronto ai cittadini che pagano le tasse. Vergogna! I film li vadano a girare a cinecitta’

    È assolutamente vergognoso bloccare una strada pubblica per un film.
    Io sono stato in colonna per più di due ore senza nessuna spiegazione da nessuno né impiegati Anas né forze dell’ordine che dato che vengono pagati da noi dovrebbero dare spiegazioni.
    Dico che solo in Sicilia possono succedere queste vergogne, e mi stupisco della prefettura che manda volanti per questo motivo.
    Vergogna

    Suggerisco un finale.La mafia non è riuscita a separarli..Sono morti l’uno accanto all’ altra.I familiari si..Falcone riposa nella chiesa di San Domenico,Francesca Morvillo in un cimitero comunale.Che tristezza!

    Ma Schifani non è commissario per detta sutostrada che somiglia molto ad una statale qualsiasi e come maj Anas che ha autorizzato tutto ciò non ha avvertito Schifani? non che la cosa cambiasse di molto certo che lo stesso avrebbe espresso parete favorevole . Ma diamine , rispettiamo le persone, o va bene cosi????

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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