Bagheria: droga, rapine, pestaggi e i 'porcellini da nutrire'

Bagheria: droga, rapine, pestaggi e i ‘porcellini da nutrire’

I retroscena del blitz di carabinieri e poliziotti
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PALERMO – “Il cliente è buono… 300 grammi alla settimana dove lo trovo un altro che si prende 200 grammi a 55? A questi li dobbiamo nutrire come porcellini… gli devi dare il mangiare quello buono”. Così Bartolomeo Antonio Scaduto, uno degli arrestati nel blitz di carabinieri e poliziotti, parlava dei clienti della droga. Clienti marsalesi a cui la merce veniva consegnata a domicilio.

Scaduto avrebbe gestito una delle organizzazioni che gestivano la rete di spaccio a Bagheria. Stessa cosa i fratelli Giuseppe e Nicolò Cannata. Uno dei canali di approvvigionamento è stato individuato nel rione Sperone di Palermo dove operavano altri due fratelli, Fabrizio, “quello con la faccia tagliata”, e Giovanni Nuccio, il cui ruolo è emerso nel blitz dello scorso novembre.

L’anziano rapinato

L’inchiesta è partita da una rapina subita da un anziano nell’ottobre 2016. Attesero che prelevasse la pensione all’ufficio postale di via Capitano Emanuele Basile a Bagheria. Lo seguirono fin dentro casa e gli strapparono i soldi.

Il minorenne

Uno degli autori fu individuato in Michele Giannilivigni, che finì sotto intercettazione e saltò fuori il giro di droga. Emerse pure la figura di un diciassettenne, in contatto con i Cannata.

Il pestaggio

Ed è stato il ruolo del minorenne a causare il pestaggio subito da un pluripregiudicato che aveva pubblicamente criticato la scelta di affidare lo spaccio a un ragazzino.

Il 28 aprile 2018 lo aggredirono in via Dante a Bagheria. Gli aggressori furono identificati in Emanuele Cannata, nel minorenne, e in Salvatore Salerno


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