Una bambina di 12 anni è stata trasferita sabato 21 febbraio dall’ospedale di Chioggia a quello di Padova per un sospetto caso di malaria.
La piccola, residente a Chioggia, è arrivata al pronto soccorso dell’ospedale cittadino nel primo pomeriggio. Da alcuni giorni accusava febbre alta, insorta subito dopo il rientro in Italia dall’Africa dove aveva soggiornato con la famiglia.
Padova, come sta la bambina colpita da malaria
I sanitari del reparto di Pediatria hanno effettuato gli accertamenti clinici, formulando il sospetto diagnostico di malaria. Quindi hanno avviato immediatamente il trattamento farmacologico previsto in questi casi.
Considerata la complessità della situazione clinica, i medici hanno ritenuto opportuno disporre il trasferimento in una struttura dotata di competenze pediatriche specialistiche.
In accordo con gli specialisti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, è stata quindi organizzato lo spostamento, avvenuto in serata, per consentire un monitoraggio più approfondito e cure mirate.
Malaria, cos’è e come si contrae
La malaria è una malattia infettiva causata da parassiti del genere Plasmodium, trasmessi all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette del genere Anopheles, diffuse soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina.
L’infezione si contrae quando la zanzara, pungendo, introduce nel sangue i parassiti, che raggiungono inizialmente il fegato e successivamente i globuli rossi, dove si moltiplicano.
Sintomi, cure e prevenzione
I sintomi più comuni comprendono febbre alta intermittente, brividi, sudorazione intensa, mal di testa, dolori muscolari, nausea e spossatezza.
Nei casi più gravi, in particolare se causata dal Plasmodium falciparum, può evolvere in complicanze potenzialmente letali come anemia severa, insufficienza renale o danni cerebrali.
La terapia si basa su farmaci antimalarici specifici, la cui scelta dipende dalla specie del parassita e dall’area geografica di provenienza, ed è tanto più efficace quanto più tempestiva è la diagnosi.
La prevenzione, fondamentale per chi viaggia in zone a rischio, prevede l’assunzione di una profilassi farmacologica prima, durante e dopo il soggiorno, oltre all’uso di repellenti, zanzariere e abbigliamento protettivo per ridurre il rischio di punture.
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