Pierobon: "Riforma per blindare il settore rifiuti" - LiveSicilia.it

“Bellolampo, avevamo ragione|La riforma blinderà il settore”

Alberto Pierobon
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Commenti

    A quando un’inchiesta seria che determini le responsabilità della politica oltre che dell’imprenditoria sul fallimento del sistema rifiuti dal 2001 ad oggi? A quando la cacciata di quei sindaci ed assessori che parlano, parlano ma lasciano il sistema sempre lo stesso dove mafiosi ed imprenditori ci sguazzano? queste inchieste sono solo un granello in un mare di sabbia

    Nessun rifugio burocratico, nessuna indagine giornalistica, giudiziaria o nessuna analisi sul fallimento del settore rifiuti, può nascondere o far dimenticare il cosciente e organizzato scempio igienico-sanitario che non trova difensori neanche nell’informazione più distaccata dal caos di invivibilità e inquinamento delle falde acquifere in tutto il territorio regionale

    Ma come si fa a sostenere che quella riforma, che non riforma niente, muterà radicalmente il settore?

    Parla, parla, parla. ancora un risultato della gestione dell’assesore non si è visto. solo chiacchere, social, interviste senza fatti concreti. da anni sbandiera questa riforma proposta come soluzione a tutti i problemi. ma ovviamente non è così! la riforma cambi a soltanto la governance delle autorità d’ambito e null’altro. Impianti, trasparenza nelle gestioni….niente. basta con le chiacchere assessore, se non può incidere sul sistema lasci per favore.

    di cosa aveva ragione l’assessore non si comprende visto che era stato il comune di Palermo a chiedere che ecoambiente andasse via da Bellolampo. e cosa è successo dopo…con vari decreti i comuni sono stati obbligati a conferire in impianti riconducibili a ecoambiente. quindi di cosa aveva ragione l’assessore…di nulla. cosa ha fatto per imoedire tutto ciò? nulla proprio. l’assessore ha il potere di impedire al capo del dipartimento di adottare un atto ovvero può revocarlo in autotutela….niente di tutto questo. ha assistito passivamente al corso delle cose. di cosa aveva ragione….boh!!

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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