PALERMO – Palermo scansa, almeno per il momento, l’ennesima emergenza rifiuti. Il sindaco Leoluca Orlando ha infatti firmato un’ordinanza che proroga fino al 3 maggio la possibilità di conferire i rifiuti nella discarica di Bellolampo, in attesa che si completino i lavori per l’ampliamento della sesta vasca. La vecchia ordinanza infatti è scaduta proprio ieri e, dal momento che l’argine per ampliare la vasca non è stato ancora realizzato, la Rap ha individuato una soluzione tampone: continuare a scaricare in una porzione non a rischio.
Il tutto anche in attesa che la Regione costruisca la settima vasca. “L’ultima emergenza scongiurata è quella di Bellolampo – ha detto ieri l’assessore regionale Alberto Pierobon – che avrebbe rischiato la chiusura con un grave danno per la città che si sarebbe trovata con 800 tonnellate al giorno da smaltire. Ora bisognerà lavorare per evitare che il problema si ripresenti tra qualche mese, ma siamo certi di riuscirci. La ricetta migliore in questi casi è la concertazione e il dialogo tra tutti i soggetti coinvolti, anche attraverso riunioni dirette con gli amministratori locali”.
“L’emergenza rifiuti non è affatto scongiurata, ma è soltanto rimandata di qualche mese. L’ordinanza del Sindaco per la discarica di Bellolampo è soltanto una pezza, una soluzione tampone, necessaria ma che non risolve i problemi cronici nella gestione dei rifiuti a Palermo”. Lo affermano in una nota il parlamentare nazionale del MoVimento 5 Stelle, Adriano Varrica, il deputato alla Regione Siciliana, Giampiero Trizzino, e il consigliere comunale di Palermo, Antonino Randazzo. “Siamo davanti ad una continua emergenza rifiuti, e ad agosto Palermo vivrà una situazione drammatica, in quanto per un lungo periodo nelle vasche di Bellolampo non ci sarà più spazio a disposizione e dunque si dovranno trasferire i rifiuti trattati dal TMB fuori dalla provincia, con conseguente aggravio di costi per i cittadini. Questa situazione, è bene ricordare, – concludono i portavoce del Movimento 5 Stelle – si è creata per responsabilità sia da parte della Regione Siciliana, sia del Comune di Palermo che oltretutto continua a non attuare serie e concrete misure per incrementare la prevenzione e il riciclo dei rifiuti, documentate dalle percentuali bassissime di raccolta differenziata, tra le più basse d’Italia; preoccupa inoltre la gravissima situazione economica finanziaria della Rap e il rischio di una nuova Amia. Data la situazione, sono in corso interlucuzioni con il Ministero dell’Ambiente sulla questione Palermo”.

