Beni confiscati, ecco il bando| Ville, appartamenti e uffici

Beni confiscati, ecco il bando| Ville, appartamenti e uffici

Beni confiscati, ecco il bando| Ville, appartamenti e uffici

Le domande potranno essere presentate entro l'11 dicembre. Abbonato: "Sono immobili in buone condizioni e pronti all'uso. Per l'emergenza abitativa a novembre metteremo a disposizione altri 15 appartamenti".

Comune di Palermo
di
4 min di lettura

PALERMO – Cinquanta fra ville, appartamenti, uffici e magazzini confiscati alla mafia che saranno riutilizzati per fini sociali, educativi, ludici e culturali: è questo l’obiettivo del bando emanato dal comune di Palermo e approvato nelle scorse settimane dalla giunta Orlando, che prova così a mettere a frutto uno sterminato patrimonio spesso inutilizzato. Possono presentare istanza enti, associazioni, organizzazioni di volontariato, comunità per il recupero dei tossicodipendenti, associazioni di protezione ambientale e operatori dell’agricoltura.

La selezione avverrà in quattro fasi: esame della documentazione, consultazione dei beni a bando, presentazione dei progetti e assegnazione. La domanda va presentata entro l’11 dicembre (a partire dalle 12 di venerdì prossimo) e saranno considerate prioritarie le proposte che riguardano attività di volontariato, socio-assistenziali e sanitarie, culturali con particolare attenzione al territorio, iniziative musicali e artistiche, spazi educativi e ricreativi per giovani. Le procedure saranno tutte telematiche e saranno gestite attraverso il portale del Comune, sia nella prima fase di accreditamento che nella seconda di valutazione dei progetti. Gli ammessi potranno visionare on line gli immobili mediante apposita password. L’iter dovrebbe concludersi definitivamente entro gennaio.

“Grazie al lavoro che si è fatto in questi mesi e che ha portato all’acquisizione di un ampio parco di immobili – dice l’assessore al Patrimonio Luciano Abbonato – siamo riusciti a emanare questo secondo bando. Gli immobili sono tutti in buone condizioni e, al contrario che in passato, non richiedono grandi investimenti: si tratti di beni pronti all’uso, una risposta alle esigenze delle associazioni. La scelta delle procedure informatiche è dettata dalla volontà di garantire massima trasparenza, parità di accesso alle informazioni e celerità, riducendo enormemente i tempi di conclusione del procedimento che invece nel passato erano stati piuttosto lunghi. Invitiamo tutti a partecipare. Sono tutti beni che non potevano essere destinati all’emergenza abitativa: su questo fronte possiamo annunciare però che entro novembre avremo altri 15 appartamenti che metteremo subito a disposizione di chi ne ha bisogno”.

Secondo i dati pubblicati sul sito dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, aggiornati al 7 gennaio 2013, l’Anbsc (già Agenzia del Demanio) gestisce in Italia un totale di 12.946 beni, di cui 11.238 immobili e 1.708 aziende. La quota di gran lunga maggiore di questi beni ha sede in Sicilia: 4.892 immobili (43,5%) e 623 aziende (36,48%). Palermo è in assoluto la città con la massima concentrazione di beni confiscati: 1.945 immobili (17,3%) e 272 aziende (16%). Al 30 giugno 2015 il Comune di Palermo disponeva di un totale di 698 beni confiscati, assegnati dall’Agenzia Nazionale per i beni confiscati a partire dal 1994. Di questi, 234 sono stati assegnati dal 2012 ad oggi. Di questi immobili, 173 sono usati per fini Istituzionali, 120 sono stati assegnati a nuclei familiari, 128 sono già stati assegnati ad associazioni o sono in fase di assegnazione in base a precedenti bandi, 46 sono locati (in quanto già locati al momento del trasferimento al Comune da parte dell’Agenzia, con i proventi che sono destinati all’emergenza abitativa) mentre altri risultano attualmente in ristrutturazione o non utilizzabili per diversi motivi formali o strutturali. Vi sono inoltre ben 34 scuole. Venerdì si terranno le prime consegne degli 11 terreni confiscati ad altrettanti soggetti della società civile che avevano partecipato al bando dello scorso anno.

LE REAZIONI
“Di oltre 600 beni confiscati alla mafia il Comune ne mette a bando appena 50, mentre oltre 1.500 famiglie in emergenza abitativa aspettano un tetto. Dopo tre anni questa amministrazione ha chiaramente fallito su tutti i fronti, vista anche la mancanza di manutenzione degli immobili: per legge dopo un anno dovrebbero tornare all’Agenzia nazionale e il sindaco dovrebbe fare annualmente una apposita relazione. Ma non c’è niente di tutto questo, mentre i più deboli aspettano ancora risposte. Chiedo una seduta ad hoc di Sala delle Lapidi”. Così il consigliere comunale di Palermo, Filippo Occhipinti, commenta il bando emanato dal Comune sui beni confiscati. “Sulla gestione del patrimonio sono evidenti i danni erariali e patrimoniali causati – dice Occhipinti – la vicenda dei fitti attivi denunciata dal Movimento Cinque Stelle, quella dei fitti passivi che sto valutando con attenzione, la mancanza di un inventario a norma, più volte sbandierato e mai realizzato che equivale a poca trasparenza, la mancanza di gestione e manutenzione dell’immenso patrimonio del Comune devono essere oggetto di una apposita seduta di consiglio comunale che chiederò al presidente e a tutte le forze politiche che finalmente sembrano accorgesi dello scempio che si compie a danno dei cittadini che vengono tassati a più non posso. Più volte ho chiesto al sindaco di togliere la delega all’assessore Luciano Abbonato, che non ha mostrato alcun interesse o capacità in questo settore, al netto di questo bando e di quello dello scorso anno. Abbonato e il Sindaco si dovrebbero vergognare della gestione del patrimonio e in particolare dei beni confiscati”.

 

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI