CATANIA – Nuove beghe per i bilanci del Comune di Catania. Dopo il tira e molla tra i revisori dei conti e il capo di Gabinetto in relazione al rendiconto 2014, approvato recentemente, è la volta del documento di programmazione economica dell’anno in corso, sul quale pare che il collegio dei revisori, o quanto meno uno dei componenti, non darà parere se l’amministrazione non fornirà alcune notizie sui debiti fuori bilancio. Questo è quanto si legge in una nota inviata dal meetup del Movimento 5 Stelle di Catania che ha preso parte, con alcuni attivisti, all’ultima seduta della commissione consiliare permanente al Bilancio alla quale erano convocati anche i revisori dei conti.
“Il Collegio dei revisori dei conti non darà il via libera al preventivo 2015 del Comune di Catania – si legge nella nota – se l’amministrazione non fornirà esaurienti informazioni sui debiti fuori bilancio. Questo il parere del revisore Carlo Cittadino, convocato, insieme agli altri componenti del collegio e al liquidatore dell’Amt, all’ultima seduta della prima commissione consiliare per discutere sul bilancio di previsione 2015. L’amministrazione non ha ancora dato nessuna risposta – prosegue la nota – nonostante il Collegio abbia sollecitato da tempo delucidazioni, anche in seno alla relazione sul consuntivo 2014, nella quale è stato espressamente richiesto l’elenco dettagliato e cronologico dei debiti fuori bilancio, sottoscritto dal dirigente competente, con tutte le annotazioni previste dall’art.64 del Regolamento di contabilità comunale.
C’è la necessità, come ha sottolineato il revisore Fabio Sciuto, di una puntuale ricognizione dei debiti fuori bilancio, non solo per una corretta impostazione del preventivo 2015, ma anche per potersi avvalere della possibilità concessa dalla nuova normativa di spalmare i debiti in trenta esercizi, evitando così l’eventualità, molto concreta, di trascinare la cittadinanza nel baratro di un possibile default.
Tra le incognite che pesano sul bilancio, c’è anche l’affaire Amt. Contributi Inps e debiti erariali non pagati dal lontano 1995 per un totale di ben 52 milioni di euro. Ma, secondo il liquidatore della partecipata, sarebbe tutto a posto: ci sono state, sì, richieste erariali e dell’Inps, ma le cartelle di pagamento sono state impugnate presso le competenti autorità giudiziarie e i consulenti hanno prospettato la possibilità di un esito positivo dei ricorsi, che ridurrebbe l’indebitamento del Comune verso le partecipate. I verbi, però, sono coniugati al condizionale e ancora, di fatto, quei 52 milioni di euro fanno bella mostra di sé.
E il preventivo 2015? Tutto tace perché non è ancora stato trasmesso alla Commissione. Alla seduta della commissione hanno assistito alcuni attivisti del meetup “Amici di Beppe Grillo” di piazza Santa Maria della Guardia che, insieme alle portavoce nazionali Nunzia Catalfo e Giulia Grillo, chiedono da tempo trasparenza sulla reale situazione delle casse comunali. I cittadini non possono aspettare ancora e le ombre che pesano sui numeri del bilancio devono essere dissipate al più presto. La documentazione, categoricamente richiesta dai revisori, è prescritta per legge e l’amministrazione ha il dovere di presentarla senza ulteriori ritardi”.

