A Vasto, in provincia di Chieti, un bimbo di 15 mesi è morto a seguito di una “intossicazione acuta” provocata dall’assunzione di cocaina presente nell’abitazione in cui viveva. La madre del piccolo è stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo e di aver fornito false informazioni al pubblico ministero.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la sostanza stupefacente si trovava all’interno della casa ed era collocata in un punto facilmente accessibile al minore.
L’abitazione posta sotto sequestro
Durante il primo interrogatorio, la donna non avrebbe riferito ai magistrati della presenza della droga nell’appartamento. Un elemento che, per l’accusa, avrebbe ostacolato la piena ricostruzione dei fatti nelle fasi iniziali dell’indagine.
L’ipotesi di reato contestata è dunque quella di omicidio colposo, oltre alle false dichiarazioni rese all’autorità giudiziaria. La 30enne sarà nuovamente ascoltata dagli investigatori per fornire ulteriori chiarimenti sulla vicenda.
Nel frattempo, l’immobile è stato sottoposto a sequestro per consentire gli accertamenti tecnici necessari a definire con precisione la dinamica dell’accaduto, risalente allo scorso agosto.
Bimbo morto a Vasto, l’esito dell’autopsia
L’esame autoptico avrebbe confermato che il decesso, avvenuto nell’agosto 2025 e inizialmente apparso come una tragica fatalità, è riconducibile all’ingestione della sostanza stupefacente.
“La mia assistita è stupita dalle contestazioni che le vengono mosse. Avremo comunque modo di chiarire tutti i punti oscuri della vicenda”. È quanto dichiarato all’ANSA dall’avvocato Alessandro Cerella, legale della donna indagata.
In attesa della conclusione delle indagini, coordinate dalla Procura di Vasto, il difensore ha scelto di mantenere il massimo riserbo sugli sviluppi dell’inchiesta.
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