Blitz della polizia al circo |Violazioni su sicurezza e igiene

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Ecco le violazioni riscontrate.

Commissariato Borgo-Ognina
di
2 min di lettura

CATANIA – I controlli della polizia arrivano al circo. Ieri, in ottemperanza delle disposizioni del Questore, personale del Commissariato Borgo-Ognina ha effettuato un controllo nel circo attualmente presente in città. L’accertamento è stato finalizzato a verificare la messa in opera della struttura secondo norme di sicurezza e il benessere degli animali (felini, equini e cani). Insieme alla polizia sono intervenuti Asp Veterinaria e Controllo e Vigilanza, la Polizia Provinciale e i Vigili Urbani.

La corda

La struttura, viste le carenti condizioni di sicurezza, veniva sottoposta a sequestro penale preventivo ai sensi dell’art. 321 c.p.p., e ciò in quanto: alcune funi tiranti per l’ancoraggio della tenda da circo risultavano in cattivo stato di conservazione per la presenza di soluzioni di continuità e sfrangiature nella zona di ancoraggio ai paletti metallici infissi nel terreno perimetralmente alla struttura; il carrello elevatore risultava sprovvisto di sistemi di protezione e assenza di cinture di contenzione necessarie ai fini della tutela del conducente in caso di ribaltamento.

Le gabbie con le tigri

Accertata, altresì, l’incompleta valutazione dei rischi con particolare riferimento ai rischi di natura biologica scaturenti dal rapporto con gli animali ivi presenti. Tutti gli operatori dipendenti risultavano sprovvisti di adeguata formazione, addestramento e abilitazione nella conduzione dei mezzi rinvenuti ai sensi dell’accordo stato-Regioni del 22 febbraio 2012. Pertanto, la titolare veniva indagata in stato di libertà ai sensi degli artt. 64 primo comma lettera e 71, 36 e 37 Decr. Leg. 81/2008 e verranno irrogate sanzioni pari ad euro 10.000 a seguito di verifica di adempimento positivo, quindi eliminazione delle criticità riscontrate.

 

Le mosche sulla carne

Durante i controlli sono stati rinvenuti 120 chili di carni avicole destinate agli animali e detenute all’interno di un frigo tipo gelati a temperatura + 6.5 gradi centigradi; infatti, le suddette temperature favorivano il proliferarsi di mosche carnarie della specie Lucilia sericata e, per tale motivo, la carne veniva sequestrata e la titolare indagata in stato di libertà per mal conservazione alimenti.

Infine, non vi era prova sulla regolarità dello smaltimento delle deiezioni animali considerati rifiuti speciali.

 


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