Palermo, Bonura e gli altri boss dell'Uditore: tutti condannati

Bonura e gli altri boss dell’Uditore: tutti condannati

Bonura
Processo in abbreviato. Mafia e affari edilizi

PALERMO – Con Franco Bonura dell’Uditore è fallita la missione rieducativa del carcere. Il vecchio boss era tornato a gestire potere e affari. Il suo nome apre l’elenco dei condannati dal giudice per l’udienza preliminare Giuseppa Zampino, che ha accolto la ricostruzione del pubblico ministero Giovanni Antoci.

Bonura e gli altri condannati

Bonura è stato condannato a 18 anni e 2 mesi di carcere, già scontati di un terzo come prevede il rito abbreviato. Condannati anche tutti gli altri imputati: Girolamo Buscemi 15 anni, Giuseppe Costa 3 anni, 10 mesi e 20 giorni, Giovanni Buscemi 12 anni, Antonino Buscemi 3 anni, 10 mesi e 20 giorni, Alessandro Costa 14 anni, Giusto Catania 14 anni.

“Io sto andando a morire”

Sapevano di avere “le microspie infilate pure nel buco del c…”, ma non si sono potuti tirare indietro. L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo svelò l’essenza di Cosa Nostra all’Uditore.

“Io so che andando là vado a morire, però io ci sono andato, non me la sono sentita di lasciare”, diceva Bonura intercettato dai poliziotti della squadra mobile. All’età di 83 anni, dopo una lunga detenzione finita nel 2021, Bonura avrebbe potuto “godersi” il patrimonio accumulato e mai sequestrato, ma la mafia nel rione Uditore aveva bisogno di una guida.

“L’errore è trasiri (entrare ndr)… l’errore è alla base”, aggiungeva. Una volta entrati in Cosa Nostra si esce solo da morto o pentendosi: “Noi abbiamo certe idee e le nostre idee sono sempre quelle che devono andare avanti… i nostri principi”.

Mafia e affari immobiliari

I boss hanno investito nel settore immobiliare e dei lavori edili, individuando figure insospettabili, come Eugenio Avellino che sarebbe diventato il braccio operativo di Bonura.

Costruttore mafioso, Bonura era legato agli Inzerillo a cui voltò le spalle per allearsi con i corleonesi, guadagnandosi i galloni di capomafia. Di lui si è tornato a parlare nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Caltanissetta che ha ripreso in mano il dossier “mafia e appalti” di Paolo Borsellino.

Nel corso del blitz furono sequestrate alcune società considerate la cassaforte di Bonura, fra cui la Florens srl che possiede una settantina di immobili. Ma per un difetto di motivazione dovuto al “copia e incolla” è arrivato il dissequestro.

Girolamo Buscemi

Un altro grande vecchio di Cosa Nostra è Girolamo Buscemi, 74 anni, al vertice della famiglia di Passo di Rigano. In passato fu processato e assolto per mafia dopo che la Cassazione annullò con rinvio la sentenza di condanna. Gli furono però confiscate le imprese edili. Girolamo è fratello di Giovanni Buscemi arrestato nel 2019 assieme agli Inzerillo di Passo di Rigano. Il fratello Giovanni partecipò alla riunione della nuova cupola convocata nel 2018 in una palazzina a Baida.

Altri 14 imputati, tra cui il boss Agostino Sansone e i costruttori Avellino (gli incontri avvenivano anche al cimitero dei Cappuccini), sono stati rinviati a giudizio a metà dicembre scorso e sono processati con il rito ordinario.

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