La cupola si riunisce a maggio| Boss braccati dai carabinieri FOTO - Live Sicilia

La cupola si riunisce a maggio| Boss braccati dai carabinieri FOTO

Leandro Greco davanti alla sua casa di via Ciaculli

Palermo, gli spostamenti e le foto dei partecipanti alla commissione provinciale di Cosa nostra

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PALERMO – Pedinati eppure capaci di fare perdere le proprie tracce. Guardinghi ma non abbastanza da evitare che i carabinieri del Nucleo investigativo ricostruissero la più grande riunione di mafia dell’ultimo decennio, quella della nuova cupola che si è tenuta lo scorso 29 maggio.

LE FOTO

Le intercettazioni e poi il pentimento di Francesco Colletti e Filippo Bisconti sono stati decisivi. L’incontro si è svolto in una vecchia casa, ma abitata, al primo piano di una palazzina a Baida. Colletti non ha saputo indicare il luogo esatto perché, lui che è di Villabate, non conosce bene la zona e vi è stato accompagnato da Giovanni Sirchia. Sa solo che fu prelevato in viale Michelangelo.

È il luogo dove Colletti è stato monitorato dai carabinieri che ad un certo punto hanno dovuto fermarsi per evitare di mandare all’aria le indagini che da dicembre a oggi hanno consentito l’arresto di sei capi mandamento presenti al summit. Per ultimi sono finiti in carcere Calogero Lo Piccolo e Leandro Greco.

Alle 10:28 del 29 maggio Colletti chiama Antonino Russotto (una volta pentito Colletti racconterà che il suo accompagnatore nulla sapeva del motivo del suo spostamento) e la cella telefonica aggancia contrada Figurella a Villabate. Alle 11:50 il telefono del capo mandamento del popoloso centro alle porte di Palermo riceve una telefonata mentre si trova nei pressi di via Besio. Ormai è giunto, dunque, nel capoluogo, proprio nei pressi di viale Michelangelo. Poi, sempre in zona, altra telefonate in via Assoro. Quindi silenzio fino alle 14:22 quando lo chiama la moglie, ma nessuno risponde. Colletti usa di nuovo il cellulare alle 15:19 ed aggancia la cella di via Cangelosi 6, zona Santa Maria di Gesù, ancora a Palermo. Come lui stesso confermerà ha partecipato alla riunione, ma prima ha consegnato il telefono al suo accompagnatore per evitare eventuali intercettazioni telefoniche e ambientali.

Alle 09:33 dello stesso giorno Settimo Mineo, boss di Pagliarelli e anziano presidente dell’assise mafiosa, esce dalla sua abitazione di via Franco Lucchini, zona Villaggio Santa Rosalia, in compagnia della convivente e della nipote. Salgono su una lancia Y. Raggiungono la gioielleria di Mineo in corso Tukory dove passa a prenderlo Vincenzo Barone. Sempre in auto percorrono via Giuliano Majali, corso Tukory, via Giorgio Arcoleo, via Pietro D’Aragona, via Colomba, via Monfenera e via Gaetano Lodato. Alle 10.56 la lancia Y è di nuovo in corso Tukory, ma a bordo c’è solo Barone. Mineo ricompare alle 16:17 a piedi in via San Francesco Saverio e da qui raggiunge la gioielleria.

Alle 9:56 anche Gregorio Di Giovanni, capomafia di Porta Nuova, esce dalla sua casa in via Rosario Riolo, nella zona di via Dante. Vi farà rientro alle 20:34: impossibile monitorare i suoi spostamenti.

Filippo Bisconti, rappresentante del mandamento di Belmonte Mezzagno-Misilmeri, alle 12:11 fa una telefonata agganciando la cella di via Villagrazia a Palermo. Seguono altre chiamate da via Mongitore, via Pindemonte e via Catania. Dalle 13:18 alle 15:02 silenzio assoluto. Bisconti racconterà, però, che diserterà per scelta la riunione. Aveva capito che i boss di Palermo volevano tagliare fuori i capi mandamento della provincia dalle decisioni importanti. 

Restano da capire gli spostamenti di altri due protagonisti delle indagini. Calogero Lo Piccolo alle 9:24 del 29 maggio esce dalla villa dove vive in via Piero Della Francesca, a San Lorenzo. Lo attende il suocero al volante di una Kia Picanto. Vi farà rientro alle ore 17.25 a bordo della Volkswagen Golf guidata dalla madre, Rosalia Di Trapani. 

Infine Leandro Greco, il giovane ed esuberante boss di Ciaculli, che proprio a Ciaculli vive nella casa che fu abitata dal nonno, Michele Greco. Alle 9:45 si allontana in scooter. Alle 19:07 la telecamera piazzata dai carabinieri lo immortala mentre arriva in sella ad un altro scooter che non è più il suo ed è guidato da un ragazzo.

Per muoversi i boss hanno cambiato spesso mezzi e autisti. Hanno scelto strade strette dove sapevano che era complicato pedinarli. I loro simultanei allontanamenti da casa sono stati giudicati compatibili con la partecipazione alla riunione della cupola ancora prima che arrivassero le conferme di Colletti e Bisconti.


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