PALERMO – C’è anche il concerto di Achille Lauro al centro dell’inchiesta per truffa della Procura di Agrigento. Nessuna responsabilità da parte di uno dei cantanti più apprezzati del momento. Semmai sarebbero stati altri a presentare due volte la stessa fattura relativa al cachet dell’artista per ottenere un doppio finanziamento.
Era il 2023 quando Achille Lauro salì sul palco in piazza Marconi per salutare l’arrivo del nuovo anno. L’ipotesi della Procura di Agrigento è che Fabrizio La Gaipa, amministratore di piano del “Distretto turistico Valle dei Templi” e Salvatore Prestia in rappresentanza di Dmo e “Fondazione Teatro Pirandello” avrebbero presentato una richiesta di finanziamento all’assessorato regionale al Turismo e al Comune di Agrigento per un totale di 602 mila euro.
Per ottenere i soldi degli eventi fra Natale e Capodanno sarebbero stati presentati “rendiconti incompleti, generici, basati su falsi documenti contabili”. Il pagamento dell’artista (196.600 euro) e il noleggio dei wc chimici (3.900 euro) sarebbe stati rendicontati due volte. Il risultato sarebbe stata una “cresta” da 300 mila euro.
Tra gli indagati c’è anche il deputato di Fratelli d’Italia Calogero Pisano, che è stato anche vice capo di gabinetto vicario dell’assessorato regionale al Turismo e componente del comitato che propose nel 2020 la nomina di Agrigento a capitale italiana della cultura.
Non c’è solo la vicenda del concerto di Achille Lauro. Con i fondi regionali del Turismo Pisano si sarebbe finanziato anche una parte della campagna elettorale. Il direttore della Fondazione Teatro Pirandello Salvatore Prestia, che si è dimesso, e la moglie Laura Cozzo, a capo di un’associazione culturale, avrebbero girato nel 2022 a Pisano trentamila euro ottenuto con finanziamento regionale. “Prestito personale” c’era scritto nella causale dei bonifici partiti dai conti correnti personali. Soldi che Pisano non avrebbe dichiarato alla Camera dei deputati. “Sono estraneo alle incolpazioni che mi vengono addebitate“, ha replicato Pisano.

