Cam Com, la storia infinita: annullata nomina commissari - Live Sicilia

Cam Com, la storia infinita: sospesa nomina commissari

Il decreto di Giorgetti emesso il 30 marzo è stato sospeso dal Tar. Per la seconda volta.
LO SCORPORO
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CATANIA – Non uno ma ben tre i decreti del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (TAR) che annullano il decreto di nomina dei due commissari delle Camere di commercio di Catania e di Ragusa, Siracusa, Agrigento, Caltanissetta e Trapani emesso il 30 marzo dal Mise di concerto con la presidenza della Regione Siciliana. È difficile crederlo ma un incontro di boxe registrerebbe meno ganci di quelli che si stanno sferrando le due parti, cioè la governance della Camera di Commercio del Sud Est, presieduta da Pietro Agen, da un lato e il Mise e la Regione dall’altro. Ed è anche difficile da credere la velocità con cui questi atti si susseguono.

Dal giorno della nomina dei due commissari – il 19 gennaio 2022 e poi l’insediamento del 29 nello stesso mese – è stato un susseguirsi continuo di botta e risposta. Il CGA il 12 marzo annullava le nomine; il TAR faceva altrettanto il 25 marzo ma aggiungeva ai dubbi del Consiglio di Giustizia Amministra la costituzionalità della decisione presa dal Parlamento. Il Mise, appena il 30 marzo scorso, dava seguito alle remore espresse dal CGA e rimodulava il decreto di nomina confermando, nonostante tutto, i due commissari ma annullando di fatto le “vecchie” Camere di Commercio quelle, cioè, di Catania, Siracusa e Ragusa da una parte e quella di Caltanissetta, Agrigento e Trapani dall’altra. Sanando quindi un vulnus di cui prima aveva dimenticato l’esistenza.

Oggi però il TAR ha sospeso anche il nuovo decreto e pur ritenendo di dover considerare “l’impossibilità di apprezzare in questa sede monocratica i dedotti profili di (il)legittimità costituzionale per le condivisibili considerazioni esposte nel Decreto Cautelare del presidente del CGA n. 92/2022”, ritiene altrettanto importante la mancata previsione di alcuna disciplina relativa alla liquidazione delle due (ex) Camere. Per questi motivi il TAR, con il decreto n. 212/2022 firmato dal presidente Salvatore Veneziano della prima sezione “sospende il decreto del Ministero dello sviluppo economico del 30 marzo 2022 di nomina dei Commissari” e fissa per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 12 maggio 2022.

Il Tar conferma quindi la data che era stata decisa con il decreto della settimana scorsa e attende, in buona sostanza, la discussione del CGA fissata per il 6 aprile 2022. C’è da chiedersi se Mise e Regione risponderanno con un nuovo decreto.

Sul caso si registra l’intervento del presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco: “Con l’odierno decreto del Tar siciliano che sospende per la seconda volta il provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico del 30 marzo, la nostra città si trova nuovamente ostaggio di una battaglia politica perpetrata  a danno del bene degli imprenditori e degli interessi del territorio, condotta da chi ha come unico obiettivo il mantenimento dei propri posti di potere agendo in modo opportunistico. Rispettiamo le decisioni del Tribunale amministrativo regionale  e come nostra consuetudine aspetteremo il completamento dell’iter giudiziario, ma non riteniamo più sostenibile questa lotta senza quartiere a colpi di ricorsi da parte di alcuni organi della Camera di Commercio che ormai, per di più, non hanno più voce in capitolo, poiché ampiamente superati da una legge dello Stato.  Le imprese stanno affrontando una nuova pandemia economica, le sfide che le attendono sono determinanti e hanno, quindi, urgenza di essere supportate da un ente strategico come la Camera di Commercio pienamente operativo. Invece ci troviamo ancora una volta a scontrarci contro un approccio che vede l’ente come un mero poltronificio e come un centro di potere finalizzato al raggiungimento di obiettivi personali a danno dell’intera collettività. Dobbiamo uscire da questa logica insensata  e cercare finalmente di concretizzare la riorganizzazione del sistema camerale siciliano così come stabilito dall’articolo 54 ter per iniziare a parlare nuovamente del futuro del nostro territorio utilizzando fondi pubblici per agevolare tutte le imprese e non gli interessi di pochi”.


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