Canile, incontro al Comune| Stop ai trasferimenti

Canile, incontro al Comune| Stop ai trasferimenti

Canile, incontro al Comune| Stop ai trasferimenti

A deciderlo oggi l'amministrazione al termine di un incontro a Palazzo delle Aquile con gli animalisti e alcuni consiglieri comunali. M5s: "L'assessore si dimetta".

Palermo
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PALERMO – Stop al servizio di trasporto dei cani fuori da Palermo. A deciderlo oggi l’amministrazione al termine di un incontro a Palazzo delle Aquile con gli animalisti e alcuni consiglieri comunali. “Ancora una volta la determinazione e l’amore per gli animali delle associazioni animaliste locali, con l’aiuto dei consiglieri comunali di Palermo, ha portato il ripristino della legalità al canile municipale”, dice il consigliere del Pd Fabrizio Ferrara.

“Siamo più che soddisfatti per la decisione dell’amministrazione di fermare i trasferimenti degli animali dal canile comunale, giunta al termine dell’incontro di oggi tra l’assessore Raimondo, gli animalisti e alcuni consiglieri – dicono i consiglieri comunali di Idv Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti – abbiamo visto accolte le nostre richieste e giovedì si aprirà un tavolo permanente di confronto per assicurare lo svuotamento della struttura di via Tiro a Segno nella legalità e nel rispetto degli animali. E’ emerso anche che non esiste alcuna convenzione con l’associazione cui era stato assegnato l’incarico della cattura dei cani e per questo motivo chiederemo l’intervento delle autorità competenti, anche per capire se siano stati violati i diritti degli animali”.

“Rimozione immediata dei responsabili del canile di Palermo e dell’assessore”. I deputati palermitani alla Camera e all’Ars del Movimento 5 Stelle chiedono le teste dei vertici della struttura di via Tiro a Segno e dell’assessore Raimondo, dopo che oggi si è appresa la notizia che non esiste nessuna convenzione tra Comune e l’associazione Agada di Trabia, che si è occupata dell’accalappiamento e della custodia di cani nel territorio comunale. “Abbiamo appreso questa notizia oggi – dice la deputata M5S alla Camera Chiara di Benedetto – ed è un po’ la conferma a quello che sospettavamo da tempo. Per questo avevamo chiesto la convenzione che regolava i rapporti tra questa associazione ed il Comune, oltre che una serie di dati sui responsabili dell’associazione e sulla tracciabilità dei cani. Ci era stato assicurato – continua la Di Benedetto – che l’Agada aveva tutte le carte in regola per svolgere il lavoro che fa. Cosa che abbiamo cercato di appurare sulla base di un puntuale riscontro documentale. C’erano parecchi lati oscuri che non ci convincevano, non ultima l’anomala velocità nell’affidamento dei cani, specie dei pitbull, cosa su cui abbiano indagato anche con una recente ispezione sul posto”. “Il fatto che non esista nessuna convenzione – conclude la deputata – è inquietante, vuol dire che, se non avessimo fatto questa richiesta di accesso agli atti e se le associazioni animaliste non avessero insistito, i cani sarebbero scomparsi nel nulla. Una vergogna dal punto di vista umano e politico. E’ evidente che chi doveva controllare non l’ha fatto. A questo punto pretendiamo di sapere dove sono finiti i cani prelevati dal territorio illegittimamente con l’avallo delle Istituzioni”. “Cose del genere – afferma il deputato all’Ars Giorgio Ciaccio – sono inaccettabili. Il Comune doveva avere pieno controllo su tutte le operazioni. Ora chi ha sbagliato paghi”.

“All’incontro di oggi con l’assessore Raimondo – dice Marcello Robotti, vicepresidente di Vivo Civile – si é fatta chiarezza sui timori degli animalisti circa il prelievo dei cani del territorio comunale da parte dell’ass Agada..e…con grande stupore dello stesso é emerso che non che esiste una convenzione o un protocollo d’intesa che legittimi questa associazione ad un compito delicato come questo. Ritengo ciò una cosa grave poiché le procedure sono ben altre e non si può pensare di dare affidamenti verbali, quindi ben venga la decisione immediata dell’assessore nel fermare con una direttiva questa prassi. É sicuramente necessario svuotare il canile per far partire la ristrutturazione ma qui parliamo di cani e non di scatole da stipare in un furgone. A questo punto é nostro dovere chiedere la tracciabilità delle deportazioni già effettuate per capire che fine hanno fatto questi randagi. L’auspicio é che si possa fare una programmazione adatta e trasparente per uscire da questa perenne emergenza e sicuramente sarà importante a mio avviso una più stretta collaborazione con i volontari che ringrazio personalmente per aver portato alla luce questi aspetti oscuri della vicenda”.

LA NOTA DEL COMUNE
“Si è svolto, oggi, un incontro fra l’Assessore ai diritti degli animali, Francesco Raimondo, e le associazioni che nei giorni scorsi hanno sollevato perplessità circa il trasferimento di cani dal canile municipale presso strutture situate fuori dal territorio cittadino. Nel corso dell’incontro si sono chiariti ulteriormente e definiti quali sono le possibilità e i limiti delle possibili collaborazioni fra Comune e associazioni private in relazione alla cura degli animali nel rispetto della legge. Il percorso individuato è finalizzato a superare definitivamente l’attuale situazione di emergenza, favorendo un raccordo ed una collaborazione fra i rifugi cittadini che si sono dichiarati disponibili ad ospitare cani in seguito all’appello predisposto dall’Assessorato. E’ stato deciso che, momentaneamente ed in attesa di provvedimenti volti al superamento dell’emergenza, non si provveda a ulteriori trasferimenti ai rifugi al di fuori di quelli che hanno dato disponibilità presso l’assessorato e che insistono nel territorio cittadino. Per quanto riguarda i cani già trasferiti l’Amministrazione ha già provveduto a reperire il registro degli affidatari e predisporre, d’intesa con la ASP competente e il nucleo cinofili della Polizia Municipale, tutti i controlli necessari”. Il Sindaco ha oggi richiesto al Dirigente del Servizio ed al Capo Area di fornire una relazione su tutti gli atti amministrativi sul canile dal 2012 ad oggi “al fine di valutare eventuali provvedimenti straordinari da adottare con la Giunta o come sindaco nella qualità di Autorità sanitaria”.

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