Oggi c'è una foto a piè di pagina nella prima di la Repubblica, foto già vista online, che più del titolo (Narcolessia - quando la politica si assopisce) ci racconta “il prima” del risveglio del presidente Schifani, del sindaco Lagalla, e ci fermiamo qui, sul “luogo comune”(?) mafia e i suoi covi o ex covi. I giornali inglesi hanno suonato la sveglia, come Der Spiegel 50 anni fa. Uguali uguali le reazioni. Beh! Ogni male... Solo per rimanere alle cose di casa nostra, lo scandalo Cefpas e quello allo Zooprofilattico proprio di questi giorni non avevano sortito risvegli con dichiarazioni. Così vanno le cose, però è vero: hanno tutti ragione, ma forse gli inglesi non hanno tutti i torti.


I vigili sono fondamentali, prima di lagalla li vedevamo chiusi in macchina con aria condizionata a palla come in un ufficio ,quelle poche volte che apparivano, speriamo siano tanti e soprattutto formati. Ma la vera partita a palermo si gioca in famiglia, questi principi che aspettano che la mamma si occupi di tutto, che delegano qualsiasi incombenza come se toccasse sempre ad altri, alle sorelle, alle mamme appunto vanno educati al rispetto dell’altro, alle relazioni non solo familiari. A Palermo non esiste una comunità, tante periferie con un centro artificiale e improvvisato, non luoghi senza identità. Chiesa scomparsa dai radar e servizi assenti completano il quadro
Non serve Babbo Natale, almeno per il primo desiderio. Ci basta un suo aiutante, un elfo. Esseri soprannaturali, gli elfi, spesso invisibili che vivono in regni separati dagli umani. Il nostro è il sindaco Lagalla. Lui ha già pensato a tutto, e si prepara a rimanere per fare il bis. Prosit! Siamo in una botte di ferro!
Per il secondo desiderio sarà dura anche per Babbo Natale. Dovremmo esodare i palermitani e ripopolare la città. Non è cosa!