PALERMO – Nella Sicilia periferia d’Italia, dove raggiungere Milano può costare più di andare a Dubai, la Regione è scesa in campo per rimborsare gli utenti, con una misura senza precedenti. Ma le compagnie aeree si spartiscono già una torta che vale, tra incentivi e benefit, oltre 500 milioni di euro.
I costi alle stelle dei biglietti
Il governo Schifani ha stanziato più di 30 milioni di euro per provare ad arginare l’impennata dei prezzi delle compagnie “low cost”, che gravano sugli spostamenti dei siciliani. Non solo l’importo del biglietto, ci sono anche gli aggravi per il trasporto dei bagagli, perfino quelli che, nel passato, venivano ospitati a bordo. Per questo, il rimborso regionale riguarda il prezzo complessivo corrisposto. Ma la misura riguarda i voli diretti, cioè i primi ad andare sold – out. In prossimità delle feste restano spesso disponibili le tratte con scalo intermedio e i prezzi, per un Catania – Roma, sfiorano i 700 euro solo andata del 28 marzo, con un rimborso, per esempio di Ita Airways, che ammonta a 75 euro. Insomma, “fatta la legge, trovato l’inganno”. E i cittadini pagano.
Compagnie aeree, potere e politica
Negli ultimi anni ha conquistato gli scali più importanti, un braccio di ferro a Catania con i vertici dell’aeroporto non ha tolto, a Rayanair, lo scettro di regina dei cieli. A Trapani, per esempio, circa 9 voli su 10 portano la striscia gialla sulla coda. Aerei pieni, bilanci irrorati da centinaia di milioni di euro di incentivi, con una torta che vale, complessivamente, circa 500 milioni di euro ogni anno, tra incentivi e benefit.
L’Autorità e le cifre ufficiali
L’analisi dell’Autorità di regolazione dei trasporti conferma che nel 2022 gli incentivi che le società di gestione aeroportuale hanno pagato alle compagnie aeree sono raddoppiati, passando da 170 a 340 milioni di euro. L’Autorità ha ricevuto ampi poteri dal decreto Asset del governo Meloni, lo scopo è quello di garantire la trasparenza. Il controllo riguarda gli “obblighi di predeterminazione dei criteri di scelta del beneficiario, rispetto dei criteri di trasparenza e massima partecipazione dei vettori aerei potenzialmente interessati alle incentivazioni”.
Agli incentivi si sommano i “benefit”, analizzati dal Corriere, circa 220 milioni di euro ogni anno.
La partita politica
Le società aeroportuali corrispondono “incentivi all’attività volativa” alle compagnie aeree, i bilanci ne beneficiano. Ma i prezzi dei biglietti restano, spesso, proibitivi per i siciliani. Difficile pensare che la misura del governo Schifani possa trasformarsi in strutturale. Resta aperta una possibile sfida, ovvero che tutti i protagonisti del sistema, esponenti politici e gestori delle società nazionali, si siedano attorno a un tavolo, calibrando gli incentivi per ottenere un risultato importante: un prezzo del biglietto aereo che non faccia sentire i siciliani figli di un Dio minore.

