“Con il centrodestra di oggi, potremmo dire che Berlusconi era un moderato”

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Casini a Palermo per presentare il suo libro con Mulè, Faraone e Provenzano
POLITICA
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PALERMO – “Guardando al centrodestra di oggi, potremmo dire che Berlusconi era un moderato”. Lo ha detto Pierferdinando Casini a Palermo durante la presentazione del suo libro “Al centro dell’Aula – Dalla prima Repubblica ad oggi”, ospitata a Palazzo Bonocore.

All’incontro hanno partecipato il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, il senatore di Italia Viva Davide Faraone e il deputato del Pd Giuseppe Provenzano. In sala anche gli ex ministri Calogero Mannino e Gianpiero D’Alia.

Nel corso del dibattito Casini ha parlato anche del ruolo dell’Europa e del clima politico attuale. “L’Europa rischia di essere irrilevante se non rimane unita, dobbiamo prendere in mano il nostro destino se non vogliamo i nostri figli sudditi”, ha affermato, aggiungendo: “Vorrei che oggi in politica si ricominciasse a dialogare”.

“Oggi si è smarrita la pedagogia della politica, sia a destra che a sinistra. Il tema delle spese militari – ha aggiunto – va spiegato alla gente, la sicurezza è parte integrante di una nostra autonomia che siamo chiamati a salvaguardare. Non possiamo chiedere alla gente se preferisce le spese per la difesa o quelle per la sanità, la risposta è ovvia. E sulla sicurezza non possiamo eccitare la gente contro gli extracomunitari, senza tenere presente che la realtà ci impone la loro integrazione. Senza questo ruolo pedagogico della politica, anche sulle cose impopolari, finiremo in un burrone”.

Sul fronte politico è intervenuto anche Davide Faraone, secondo cui “quando nel centrosinistra manca un centro solido, gli italiani votano a destra”. Il senatore di Italia Viva ha sottolineato la necessità di “costruire un centrosinistra competitivo” e di creare “un soggetto politico che riequilibri le tendenze estreme”.

Faraone ha poi criticato la possibile nuova legge elettorale. “Spingerà il centrodestra a imbarcare Vannacci pur di vincere le elezioni – ha detto – e, non prevedendo le preferenze, allontanerà ancora di più i cittadini”.

Risponde Giorgio Mulè. “A me interessa che la legge elettorale porti alla governabilità. Non è serio che, il giorno dopo le elezioni, chi ha presentato programmi diversi faccia accordi. In questi anni il centrodestra ha lavorato bene, non abbiamo bisogno di alchimie della politica”.

E aggiunge: “La politica non può essere solo consenso, ma deve essere responsabilità istituzionale, e lo dico in riferimento anche alla Sicilia. Inseguire la chimera del centro non fa che estremizzare le posizioni. Vannacci riempie i teatri in Sicilia? I fenomeni di protesta spariscono in una o due legislature: Cateno De Luca faceva il ‘masaniello’ della politica, oggi lo fa Ismaele La Vardera. Alla pedagogia della politica si è sostituita la demagogia del presente, come dimostra Vannacci”. 

Provenzano. “Sulla legge elettorale non ci sono le condizioni minime per discuterne e gli incontri a Palazzo Chigi sono una sgrammaticatura istituzionale”.

Il deputato del Pd ha poi aggiunto che “abolire il finanziamento pubblico ai partiti è stata una delle ragioni per cui abbiamo fatto perire il sistema dei partiti in Italia. Mi auguro che oggi si rafforzi l’area centrista del centrodestra perché oggi in Europa è necessario tutelare le democrazie – ha sottolineato – i nazionalisti attribuiscono all’Europa un immobilismo che loro stessi creano”.

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