Caso Savona, Cardinale:| "Non ha aderito al movimento" - Live Sicilia

Caso Savona, Cardinale:| “Non ha aderito al movimento”

Salvatore Cardinale

Dopo la richiesta del capogruppo e degli altri parlamentari riformisti, il presidente onorario dei Democratici e riformisti Salvatore Cardinale invita il parlamentare Riccardo Savona a fare un passo indietro.

il presidente onorario dei drs
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PALERMO – “Il caso Savona non intaccherà la nascita di un movimento politico che ha un codice deontologico fortissimo”. Totò Cardinale, presidente onorario nonché ‘ideatore’ del gruppo parlamentare Democratici e riformisti all’Assemblea regionale – nato per allargare la maggioranza a sostegno del presidente della Regione Rosario Crocetta – non vuole entrare troppo nelle faccende del gruppo e preferisce, invece, concentrarsi sul lancio di quella che finora è stata soltanto un’esperienza tra le mura di Palazzo dei Normanni e che adesso, invece, guarda anche oltre il parlamento regionale.

“Un movimento – dice Cardinale rispondendo a Livesicilia – che sarà federato di Megafono e Articolo 4, e che si distinguerà sempre per la presenza al suo interno di persone perbene”. E Riccardo Savona, parlamentare dei Dr e presidente della commissione per la spending review, ‘cacciato’ ieri dal governatore perché coinvolto in un’inchiesta giudiziaria, non ha mai aderito al movimento.

“Solo al gruppo parlamentare – spiega l’ex ministro Cardinale – e perciò la faccenda non mi riguarda direttamente, anche perché non ha mai manifestato neanche l’intenzione di far parte di questa nuova esperienza politica”.

La faccenda della sospensione, perciò, resta delle mani del capogruppo Giuseppe Picciolo, che lunedì dovrà decidere come affrontare la vicenda dopo che ieri Crocetta ha ‘invitato’ (con toni in realtà molto duri) il parlamentare regionale ad uscire fuori dalla sala dove i Drs si erano riuniti per una convention. Ma per il presidente dei riformisti, che si definisce comunque “garantista fino al midollo”, Savona dovrebbe fare un passo indietro. “Io lo farei – dice Cardinale – anche perché lui in questi mesi non si è mai tutelato dalle accuse: forse è il caso che lo faccia adesso, iniziando dal mettersi momentaneamente da parte in attesa che venga fatta chiarezza”.

E nonostante la su autodifesa, per l’ex presidente della commissione Bilancio dell’Ars, molto discusso anche in seguito alla legge sulla spending review fatta dalla commissione che presiede adesso, domani potrebbe essere quindi il momento di fare un passo indietro. Lo hanno chiesto ieri i vertici del gruppo parlamentare, lo chiede oggi il presidente Cardinale.


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