Catania Book Festival: entrano gratis studenti fino alla terza media

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Dal 24 al 26 aprile, e biglietti ridotti per i ragazzi delle superiori
L'INIZIATIVA
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2 min di lettura

CATANIA – Dal 24 al 26 aprile 2026 il festival annuncia l’accesso gratuito per i più giovani e biglietti ridotti per le scuole superiori. «I libri sono per tutti» spiega il direttore Dei Pieri, che lancia un messaggio chiaro contro dispersione scolastica e disuguaglianze.

Il Catania Book Festival tornerà dal 24 al 26 aprile 2026 con un’importante novità: l’ingresso gratuito per tutti gli studenti fino alla terza media e il biglietto agevolato per gli studenti delle scuole superiori. Una scelta che l’organizzazione annuncia non a caso in questi primi giorni di apertura del nuovo anno scolastico, e che nasce dall’idea che la cultura e la lettura non siano un privilegio, ma un diritto di tutti. Le modalità per l’accesso gratuito verranno pubblicate sui canali social e sul sito www.cataniabookfestival.com

Dei Piero: “I libri sono per tutti”

«Non possiamo cambiare da soli le statistiche – dice Simone Dei Pieri, ideatore e direttore del Catania Book Festival– ma possiamo lanciare un messaggio chiaro: i libri sono per tutti. E il Festival vuole essere uno spazio dove i ragazzi si sentano accolti, protagonisti e parte di una comunità che crede nel loro futuro. Noi facciamo così la nostra piccola parte, ed è una scelta importante per un evento che non gode di sovvenzioni pubbliche».

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La decisione arriva in un momento che non può essere ignorato. Proprio nel giorno in cui migliaia di studenti tornano a scuola, un dato pesa come un macigno: a Catania un ragazzo su quattro abbandona gli studi prima del diploma. Un 25% che racconta di difficoltà economiche, del costo sempre più alto dei libri, e di un’istruzione troppo spesso percepita come lontana dai bisogni della vita quotidiana.

 “Fatta eccezione per l’impegno del terzo settore e di poche realtà illuminate, la dispersione scolastica continua a restare ai margini del dibattito pubblico. – continua Dei Pieri- Ma una città che aspira a crescere non può permetterselo, ed ecco perché la dispersione non è un problema individuale ma una preoccupazione collettiva”.


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