CATANIA – La Digos della Questura di Catania ha arrestato in flagranza differita due ultras etnei, di 21 e 24 anni, accusati di aver lanciato, il 27 maggio scorso durante la gara con l’Ascoli, dagli spalti della tribuna B dello stadio Massimino due bombe carta che hanno “raggiunto il campo di gioco mettendo in pericolo diverse persone”.
La partita, che ha portato all’esclusione della squadra siciliana dalla competizione per la promozione in Serie B, si è conclusa con un violenta contestazione. Negli ultimi minuti di gioco dalle curve e da un settore della Tribuna B è iniziato un fitto lancio di fumogeni e grossi petardi all’interno del terreno di gioco, che ha reso necessario l’intervento del personale dei vigili del fuoco in servizio a bordo campo.
Il direttore di gara ha deciso di sospendere la partita per alcuni minuti, in attesa del ripristino delle condizioni di sicurezza. Durante controlli eseguiti dopo la partita nella Tribuna B del Massimino la polizia ha trovato altre due bombe carta inesplose ritenute dagli artificieri intervenuti “a rischio potenziale elevato con micidiale portata offensiva, poiché capaci di esplodere in massa”.
I due ultras arrestati sono stati identificati della Digos della Questura e durante una perquisizione nell’abitazione del ventunenne è stata trovata e sequestrata un’altra bomba carta. L’autorità giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari per il 21enne e il trattenimento nelle camere di sicurezza per il 24enne, disponendo il giudizio per direttissima per entrambi.
Altri due tifosi di 35 e 25 anni sono stati denunciati dalla Digos perché durante le perquisizioni effettuate ai prefiltraggi dai poliziotti del reparto Mobile sono stati trovati in possesso di due fumogeni, celati sotto i vestiti. Le indagini della Digos continuano per individuare ulteriori responsabili.

