CATANIA – Quella di domani – lunedì 26 gennaio – dovrebbe essere la giornata nella quale dal Consiglio dei Ministri giungerà la deliberazione della “dichiarazione dello stato di emergenza nei territori colpiti, anticipando un iniziale stanziamento”. Il fronte delle devastazioni del ciclone Harry, resta una ferita aperta e profonda.
Il passaggio del ciclone e la conta dei danni
“Fare presto”: è il mantra che viene ripetuto in modo ossessivo ad ogni sopralluogo sui territori della distruzione. Ma già in queste ore la necessità diventa quella di passare dall’annuncio ai fatti.
Nel frattempo, prosegue la drammatica conta dei danni. Che di giorno in giorno lievita in modo quasi incontrollato. C’è un dato economico ma non c’è solo quello. C’è anche una distruzione morale che ha messo in ginocchio, ristoratori e lidi baleneari. Così come i tanti residenti di un litorale ionico spazzato via dalle onde che hanno imperversato come uno tsunami.
“Riapriremo il lungomare a una carreggiata”
A Catania, il lungomare è stato cancellato su più fronti. “Tra lunedì e martedì riapriremo il lungomare a una sola carreggiata”. Ha spiegato, intanto, il sindaco di Catania, Enrico Trantino.
Le immagini dal porto Rossi
Ed anche dalle parti del porto Rossi le immagini assumono il contorno apocalittico. Anche il porticciolo turistico, rifugio per diverse barche, è stato azzerato. Pure qui sarà tutt’altro che semplice ripartire.
“Potete contare su di noi”
“Ai siciliani dico che possono contare sul governo regionale, su quello nazionale, sulla Protezione civile e sui sindaci: siamo mobilitati per andare incontro a tutti. Come presidente della Regione e come padre di famiglia dedicherò larga parte della mia giornata a lavorare per affrontare l’emergenza. Ha confermato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, al lungomare di Catania, al termine dei sopralluoghi nei Comuni della costa ionica.
“Aspettiamo che dalla Regione arrivi formalmente la richiesta di dichiarazione di stato di emergenza: i Comuni sono chiamati in queste ore a procedere alla verifica dei danni, ad avanzare una sommaria stima e a trasmettere gli atti alla Regione”. Aveva fatto eco il ministro Nello Musumeci.
“Fare in fretta”
Ed allora, fare in fretta fare subito certo. Per una fascia ionica che senza il suo litorale diventa fantasma di se stessa. In una stagione balneare – così come in prospettiva quella agricola – quasi irrimediabilmente compromessa.






